MONFALCONE - Progressisti sullo sciopero della Polizia Locale: “Cisint responsabile del fallimento gestionale”

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MONFALCONE - Polizia Locale. Sapol: "La sicurezza non è negoziabile". Altro che sciopero contro la città.

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MONFALCONE - Serracchiani su minacce a Cisint: “Chi commette reati in Italia deve essere perseguito qui”

“La vicenda dell’espulsione lascia perplessi: servono risposte chiare e certezza delle pene”
Aggiunto il: 22/08/2025
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“Se qualcuno mi minaccia di morte e sporgo formale denuncia spero che le autorità fermino subito il responsabile, che sia indagato per un reato molto grave e auspicabilmente condannato, non che sia mandato libero sull’aereo che avrebbe già prenotato”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, commentando la vicenda del cittadino bengalese residente a Monfalcone che nei giorni scorsi ha rivolto minacce di morte all’europarlamentare Anna Maria Cisint ed è stato raggiunto da un provvedimento di espulsione. Secondo Serracchiani, la misura adottata lascia aperti numerosi interrogativi. “Chi commette reati in Italia deve essere perseguito e pagare qui il prezzo delle sue azioni – sottolinea –. Lo chiediamo proprio perché giudichiamo inaccettabili questi comportamenti, se sussistono ovviamente”. La parlamentare dem richiama l’attenzione sulle tempistiche e sulle modalità che hanno accompagnato la decisione di espulsione: “Sull’episodio si sono accavallate versioni diverse e coincidenze temporali che lasciano quantomeno perplessi”. Il caso ha suscitato un acceso dibattito a livello politico e istituzionale. L’uomo, già noto per precedenti episodi di disturbo della quiete pubblica e danneggiamenti, aveva presentato domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, rigettata dal Questore di Gorizia. A seguire, il Prefetto ha firmato il provvedimento espulsivo che è stato notificato al cittadino bengalese poco prima che si imbarcasse su un volo diretto a Doha. Per Serracchiani, però, la vicenda non può esaurirsi con il solo allontanamento: “Servono chiarezza, trasparenza e fermezza. Non è accettabile che un fatto così grave, che riguarda minacce dirette a un rappresentante istituzionale, si concluda senza un procedimento giudiziario nel nostro Paese”.

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