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VERONA - Strade sicure e assegnazione di nuovi agenti alla questura veronese

Trevisi (Pd): “Non basta la sensazione di sicurezza: servono operatori formati e risorse strutturali”
Aggiunto il: 14/01/2026
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“Governare la sicurezza non significa puntare su un effetto scenico, ma prevenire, intervenire, indagare e garantire legalità: compiti che spettano alle forze di polizia e alle polizie locali, adeguatamente formate e dotate di risorse”. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Gianpaolo Trevisi, poliziotto in aspettativa, replicando alle dichiarazioni di esponenti della maggioranza veronese sull’operazione Strade sicure e sull’assegnazione di nuovi agenti alla Questura di Verona. Secondo Trevisi, la presenza dei militari nelle strade produce un effetto rassicurante, ma rischia di diventare un surrogato di politiche strutturali mai realmente affrontate. “Strade sicure – sottolinea – è nata come misura straordinaria e temporanea; oggi viene utilizzata per coprire il mancato investimento su organici, formazione e mezzi delle forze di polizia”. A Verona, ricorda il consigliere, è previsto un incremento di 22 operatori in Questura e di 10 alla Polizia Stradale, oltre a 9 unità in uffici non operativi. “Un risultato discreto – osserva – che però lascia l’organico complessivo a 440 poliziotti, lontano dai circa 500 previsti per una Questura di ‘fascia A’”. Da ex direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda, Trevisi aggiunge una riflessione sulla formazione: “Chi proviene dal mondo civile è una pagina bianca; chi arriva dall’ambito militare ha competenze diverse che vanno adattate al lavoro di polizia”. Per questo propone alternative immediate: impiegare più agenti giovani e formati sul territorio, spostando attività d’ufficio a personale dell’Amministrazione civile dell’Interno o a lavoratori interinali, liberando così risorse qualificate per la prevenzione. “La sicurezza – conclude – non si garantisce con soluzioni tampone o annunci, ma con scelte coraggiose e investimenti veri. Ai cittadini dobbiamo sicurezza reale, non solo percepita”.

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