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MONFALCONE - Rinviata la soluzione regionale sulla proroga dei pensionati per fronteggiare l’Emergenza medici di base

Aggiunto il: 17/01/2026
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«Quello che sta accadendo è inammissibile: la sanità regionale è paralizzata dai conflitti interni alla maggioranza e a pagarne le conseguenze sono i cittadini». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia–Civica Fvg, Enrico Bullian. La seduta del Consiglio regionale di ieri avrebbe dovuto affrontare anche l’emergenza causata dalla mancata proroga delle convenzioni con i medici di medicina generale in pensione, una decisione assunta inizialmente a livello nazionale che ha lasciato improvvisamente migliaia di persone senza medico di base, generando forti tensioni sul territorio. Secondo Bullian, se il ministro Ciriani ha annunciato il ripristino della misura per tutto il 2026, anche in Regione sarebbe stato possibile intervenire subito attraverso un emendamento, annunciato nella mattinata di ieri dall’assessore regionale alla Salute Riccardi e che avrebbe richiesto il voto unanime dell’Aula. «Come Opposizione eravamo disponibili alla forzatura regolamentare nell’interesse generale dei servizi da garantire ai cittadini», sottolinea il consigliere. «Lo scontro interno alla maggioranza ha però bloccato tutto – prosegue Bullian –: l’emendamento non viene presentato e nel giro di poche ore cambia la linea, senza motivazioni pubbliche, né da parte dell’assessore alla Salute né da parte del presidente della Regione, entrambi assenti in Consiglio regionale al momento della discussione». Nessun intervento urgente è stato adottato e tutto è stato rinviato alla prossima seduta del Consiglio regionale, fissata per il 2 febbraio, con una perdita di almeno due settimane. Per l’esponente del Patto per l’Autonomia, «è ormai evidente il conflitto interno al centrodestra: dopo il recente dietrofront sui distributori di benzina gestiti dalla Regione, arriva ora anche lo stop all’intervento sui medici in pensione. Una gestione irresponsabile – conclude – che sta penalizzando l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini».

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