MONFALCONE - Autostrade Alto Adriatico - incidente tra Sistiana e Monfalcone Est (Dir.Vel attorno alle 12. Forti disagi al traffico.


MONFALCONE - Continuano con grande successo di presenze le visite guidate alla mostra dedicata a de Chirico in galleria d'arte contemporanea.

Prosegue il confronto politico sulla Digital Art Gallery di Gorizia, uno dei progetti simbolo legati a Go!2025. A intervenire è il consigliere regionale Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia–Civica Fvg), che replica alle prese di posizione dell’assessore comunale Oreti e del consigliere regionale Calligaris, ribadendo le proprie critiche sull’opera e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Bullian chiarisce innanzitutto di non mettere in discussione la Capitale europea transfrontaliera della Cultura, alla quale afferma di aver contribuito anche dall’opposizione con iniziative condivise con il Comune di Gorizia. “Non credo di dover giustificare il mio impegno per la città e la mia adesione completa all’idea di Go!2025”, sottolinea il consigliere, ricordando alcuni progetti culturali approvati su sua proposta. La critica alla Digital Art Gallery, precisa Bullian, non nasce da contrarietà pregiudiziale ma da una diversa valutazione delle priorità. A suo avviso, l’investimento avrebbe potuto essere orientato verso opere più durature e strutturali per il territorio, come il completamento della Ciclovia Fvg 5 dell’Isonzo, considerata strategica anche sul piano transfrontaliero. “Sarei stato altrettanto rigoroso sull’uso delle risorse pubbliche ovunque fosse stata realizzata l’opera”, afferma, respingendo l’accusa di localismo. Nel suo intervento, Bullian risponde anche alle critiche politiche che lo accusano di voler destinare risorse all’integrazione culturale. Il consigliere rivendica apertamente questa scelta: “Investire nell’integrazione degli stranieri è investire sugli italiani di domani”, osserva, richiamando i dati demografici dell’Isontino e il peso crescente delle famiglie con background migratorio. Il dibattito sulla Digital Art Gallery si conferma così uno dei fronti più accesi del post-Go!2025, intrecciando questioni culturali, priorità di spesa e visioni diverse sul futuro di Gorizia e del territorio isontino.
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