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Riaprire il tavolo sul futuro della nave rigassificatrice Golar Tundra, ormeggiata nel porto di Piombino, e verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti dallo Stato e da Snam: è questa la posizione espressa dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, a pochi mesi dalla scadenza della concessione.
La richiesta arriva dopo che Snam ha avanzato una proposta di proroga dell’ormeggio. Secondo Giani, però, qualsiasi discussione sul prolungamento deve essere preceduta da un confronto istituzionale sugli impegni contenuti nel memorandum allegato alla delibera di Giunta regionale del 2022, che accompagnava l’ordinanza commissariale di autorizzazione della nave. “Prima di parlare di proroga – ha spiegato – è necessario un incontro con il Governo e con Snam per chiarire perché molti degli impegni presi non sono stati rispettati”. Il memorandum prevedeva dieci opere di mitigazione e compensazione a favore del territorio. Ad oggi, secondo la Regione, solo una parte di esse risulta avviata: gli interventi di bonifica finanziati con 88 milioni di euro, il primo lotto della strada 398 e alcune misure legate alla Zona logistica semplificata. Restano invece ferme altre opere considerate strategiche, anche a seguito del definanziamento di risorse Pnrr. Per Giani, che ricopre anche il ruolo di commissario straordinario, la questione è prima di tutto politica e istituzionale: la concessione del rigassificatore fu accettata dalla Regione in una fase di emergenza energetica nazionale, superando ostacoli burocratici, proprio sulla base di quegli impegni. “Non è giustificabile che su dieci interventi concordati solo due siano stati effettivamente avviati”, ha sottolineato. La Regione chiede quindi la convocazione di un tavolo con il Governo, coinvolgendo non solo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ma anche la Presidenza del Consiglio, indicata nel memorandum tra le autorità attuatrici. Solo dopo un chiarimento sul mancato rispetto degli accordi, conclude Giani, sarà possibile affrontare il tema del futuro del rigassificatore di Piombino.
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