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«Sottoscrivo e sostengo l’appello lanciato dalla Camera di Commercio di Vicenza, insieme a Comuni, Provincia, categorie economiche e mondo produttivo, per l’elettrificazione e il potenziamento della linea ferroviaria Vicenza-Schio». Così il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, Carlo Cunegato, che sollecita la Regione ad assumere un ruolo attivo su una infrastruttura strategica per l’Alto Vicentino. Secondo Cunegato, «il territorio chiede alla Regione di assumersi finalmente le proprie responsabilità, dopo anni di immobilismo della destra». La linea Vicenza-Schio, sottolinea, serve «il più grande bacino produttivo della provincia» ma presenta caratteristiche ormai inadeguate: infrastruttura ottocentesca, binario unico, treni a gasolio e tempi di percorrenza elevati, «47 minuti per appena 30 chilometri». Non a caso, ricorda il capogruppo, l’ultimo rapporto Pendolaria di Legambiente la indica per il secondo anno consecutivo come la peggiore linea del Veneto e tra le dieci peggiori d’Italia.
Il consigliere regionale richiama anche gli impegni annunciati negli anni scorsi: «Nel 2022 l’assessora De Berti parlava di 80 milioni destinati alla linea, di cui 20 già stanziati. Di quelle risorse però non si è più saputo nulla». Da qui le domande rivolte alla Giunta: «Dove sono finiti quei soldi? E perché il territorio deve continuare a pagare l’immobilismo della destra veneta, che governa sia a Roma che a Venezia?». Per Cunegato, la Vicenza-Schio «può e deve diventare un vero metrò di superficie», integrato con il sistema regionale: «30 chilometri in 30 minuti, con una frequenza ogni mezz’ora». In quest’ottica, AVS chiede di rilanciare il progetto SFMR, abbandonato nel 2018, che secondo le stime aumenterebbe del 74% i passeggeri e ridurrebbe del 7,7% l’uso dell’auto. «Una vera rivoluzione», conclude Cunegato, che richiama anche la necessità di introdurre il biglietto unico, «come già avviene in Trentino e in Campania, per superare l’assurda concorrenza tra mezzi pubblici».
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