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In occasione del Giorno della Memoria, il consigliere regionale del Veneto David Lovat (gruppo Szumski – Resistere Veneto) annuncia il deposito di una Risoluzione dal forte valore simbolico e politico per impegnare formalmente la Regione a dichiararsi “Regione antinazista” e a respingere ogni pratica riconducibile a logiche eugenetiche. “Domani, 27 gennaio 2026 – in occasione del ‘Giorno della Memoria’, depositerò in Consiglio regionale del Veneto, una Risoluzione di alto valore simbolico e politico, volta a dichiarare il Veneto ‘Regione Antinazista’ in modo sostanziale e permanente”, afferma Lovat, spiegando che la scelta della data mira a trasformare la memoria in responsabilità politica attuale. La Risoluzione, precisa, chiede “l’impegno della Regione Veneto a dichiararsi formalmente antinazista e a sostenere una moratoria permanente su pratiche mediche, normative e biopolitiche che presentino affinità con l’eugenetica o con forme di eutanasia, riaffermando il principio della inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale”. Per Lovat, “‘Il Giorno della Memoria’ non può ridursi a un rituale stanco o a una commemorazione svuotata di significato. Ricordare Auschwitz, significa interrogarsi sulle idee che lo hanno reso possibile e vigilare affinché non tornino sotto nuove forme”. La Risoluzione, sottolinea, prende avvio “da una ricostruzione storica e filosofica dei presupposti che portarono prima alle pratiche di eugenetica ed eutanasia del programma nazista, Aktion T4, e poi allo sterminio di interi popoli”, ponendo al centro “la critica alla concezione biopolitica dell’uomo, che classifica le vite in base a criteri di utilità, qualità o produttività, negando la dignità intrinseca della persona”. “Il nazismo non nacque dal nulla: fu il frutto di una visione dell’uomo ridotto a oggetto tecnico e amministrativo”, prosegue Lovat, richiamando le analisi di filosofi come Adorno, Horkheimer, Del Noce e Pasolini: “quando la tecnica e il potere si sganciano dall’etica, la violenza diventa razionale”. Infine, il consigliere richiama le radici culturali del territorio: “Il Veneto è erede di una civiltà giuridica e cristiana, che ha sempre riconosciuto il valore della persona e il limite del potere. Essere antinazisti, oggi, significa difendere i fragili, rifiutare ogni selezione delle vite e affermare che nessun essere umano è mai ‘di troppo’”. Lovat esprime inoltre sorpresa per alcune posizioni istituzionali: “Mi sorprende il fatto che il Presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, continui ripetutamente a promuovere in occasioni pubbliche, tra l’altro forzando il ruolo di rappresentanza dell’intera Assemblea regionale, una misura che, di fatto, legalizzerebbe il concorso in omicidio”, aggiungendo: “Mi auguro, che serva da lezione anche quanto accaduto nel Senato in Francia, dove Macron che voleva la stessa cosa di Zaia è stato bloccato”. E conclude: “Le istituzioni, come la Regione del Veneto, dovrebbero difendere i più fragili non spingerli a uscire di scena per togliere il disturbo, atteggiamento e/o azione da nazionalsocialismo!”.
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