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TRIESTE - Conti (Pd): “ipotesi dimissioni assessore Fedriga è segnale grave”

Aggiunto il: 30/01/2026
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Le parole dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha evocato l’ipotesi delle dimissioni, rappresentano un segnale politico allarmante per gli equilibri della maggioranza in Friuli Venezia Giulia. A sostenerlo è la segretaria regionale del Pd Fvg, Caterina Conti, che parla apertamente di una crisi interna ormai evidente. “Quando un assessore arriva a ventilare l’ipotesi delle dimissioni, è evidente che all’interno della maggioranza le tensioni abbiano superato il livello di guardia. Si tratta di un segnale politico grave, che certifica una fragilità ormai strutturale della coalizione di governo e un evidente logoramento della leadership del Presidente della Regione”, dichiara Conti, riferendosi alle pressioni interne al centrodestra sui temi della sanità, compresa la riorganizzazione delle attività chirurgiche oncologiche. Secondo la segretaria dem, mentre la maggioranza è impegnata in scontri interni, i cittadini continuano a non ricevere risposte concrete, soprattutto sul fronte sanitario. “Mentre la maggioranza è impegnata in regolamenti di conti interni – osserva – i cittadini continuano a non ricevere risposte concrete ai problemi quotidiani. In particolare, la sanità si conferma il vero punto di crisi della Giunta Fedriga, incapace di garantire servizi adeguati e programmazione efficace”. Per Conti è quindi necessario un chiarimento politico immediato da parte del presidente della Regione. “È doveroso che il presidente Fedriga chiarisca pubblicamente la sua posizione e dica se intende difendere il proprio assessore o la propria europarlamentare. L’ambiguità non è più sostenibile e rischia di aggravare ulteriormente una crisi politica che già da tempo produce effetti negativi sul lavoro della Giunta”. Infine, la segretaria regionale del Pd pone una domanda diretta sulla tenuta dell’esecutivo regionale: “Fino a quando la Regione resterà ostaggio di questo conflitto permanente all’interno della maggioranza? E soprattutto, quanto ancora i cittadini dovranno pagare il prezzo di un governo preso dalle tensioni interne e disattento alle reali esigenze del territorio?”.

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