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TG CIOCIARIA E LAZIO del 17 febbraio 2026

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MONFALCONE - Da stasera inizia il periodo del Ramadan per i credenti musulmani.faccoano il punto.

Aggiunto il: 17/02/2026
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Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico e per oltre un miliardo e mezzo di musulmani nel mondo rappresenta un periodo di digiuno, preghiera, carità e vita comunitaria. Anche in Italia le comunità islamiche osservano il mese sacro seguendo il calendario lunare: conoscere le date del Ramadan 2026, gli orari di inizio e fine digiuno e il calendario delle principali festività islamiche è utile sia per chi pratica, sia per chi desidera rispettare usi e tradizioni di amici, colleghi o compagni di viaggio. A Monfalcone abbiamo una comunità musulmana molto grande composta da bengalesi, ma anche macedoni, bosniaco, italiani e altri.

Quando inizia il Ramadan nel 2026?

Il Ramadan nel 2026 è previsto iniziare la sera di martedì 17 febbraio, con il primo giorno di digiuno mercoledì 18 febbraio (le date possono variare di 1 giorno a seconda dell’avvistamento della luna).

Quando termina il Ramadan nel 2026?

Il Ramadan nel 2026 termina al tramonto di giovedì 19 marzo, dopo 30 giorni di digiuno.

Il Ramadan nell’anno 2026 inizia quindi la sera di martedì 17 febbraio 2026, dura 30 giorni, e termina al tramonto di giovedì 19 marzo 2026. Come per tutte le festività islamiche, le date definitive vengono confermate dall’osservazione della luna nuova e possono variare leggermente da Paese a Paese; in generale, le festività iniziano sempre al tramonto e terminano al tramonto del giorno successivo, che segna la fine della ricorrenza.

Date del Ramadan nel 2026

Lailat al Miraj: venerdì 16 gennaio 2026

Lailat al Bara’a: mercoledì 4 febbraio 2026

Inizio del Ramadan: martedì 17 febbraio 2026

Laylat al-Qadr: lunedì 16 marzo 2026 (notte tra il 15 e il 16 marzo)

Eid ul-Fitr: venerdì 20 marzo 2026

Festa del Sacrificio (Eid al-Adha): mercoledì 27 maggio 2026

Capodanno islamico: martedì 16 giugno 2026 (1 Muharram 1448)

Ashura: giovedì 25 giugno 2026 (10 Muharram)

Mawlid al-Nabi (Nascita del Profeta): mercoledì 26 agosto 2026

Come per tutte le festività islamiche, le date definitive vengono confermate dall’osservazione della luna e possono variare di 1–2 giorni a seconda del Paese. Le ricorrenze iniziano generalmente al tramonto del giorno precedente.

Il periodo del Ramadan corrisponde al nono mese del calendario islamico. Secondo la tradizione questo è il mese in cui fu rivelato il Corano. Una nuova guida spirituale per gli uomini, prova chiara di retta direzione e via di salvezza. Il calendario islamico, che è basato sul moto della Luna, parte dal venerdì 16 luglio 622 del calendario giuliano, in cui fu compiuta l’Egira da Maometto. Dato che il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell’anno solare), il mese di Ramadan di anno in anno cade in un momento differente dell’anno solare, e quindi man mano cade in una stagione diversa.

La sera del 27 del mese, i musulmani celebrano la Laylat-al-Qadr (la notte del potere). La data coincide con la credenza che Maometto (570-632 d.C.) ricevette proprio in quel giorno la rivelazione del sacro Corano.

Ramadan Casa di Allah

Foto: Mecca, Arabia Saudita. Moschea Al-Masjid al-Haram

Digiuno nel Ramadan

Durante il mese del ramadan il digiuno costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam. Il periodo del digiuno dura dalle prime luci dell’alba fino al tramonto. In particolare va fatto precedere da un pasto leggero poco prima dell’alba (suhur) per assumere le energie necessarie ad affrontare l’intera giornata. Poi passata la giornata si può consumare un piccolo pasto serale (iftar) dopo una preghiera che interrompe il digiuno fino al mattino successivo. La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero, come faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d’acqua.

Nella prova del digiuno è più importante il significato spirituale di quello materiale, per il fatto che l’uomo obbedisce a un ordine divino. In questo modo egli impara a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici, superando così la sua natura umana.

Il digiuno durante il mese di Ramadan ha una precisa base coranica. Alla Sura II, versetto 185, troviamo scritto:

«È nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!».

Il Corano per i musulmani è la trascrizione della parola di Dio che fu ascoltata dal Profeta Maometto nel corso di una Rivelazione più che ventennale iniziata nel 610 d.C. e mediata, secondo la tradizione, dall’Arcangelo Gabriele.

Il cibo durante il Ramadan ha un forte valore simbolico e comunitario. Anche se il mese sacro è noto soprattutto per il digiuno dall’alba al tramonto, in realtà è anche il periodo in cui le famiglie si riuniscono a tavola, si condividono piatti tradizionali e si rafforza il legame con la propria comunità. Le due principali occasioni per mangiare sono l’iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno, e il suhoor (o sahur), il pasto consumato prima dell’alba.

L’iftar inizia non appena il sole tramonta. Secondo la tradizione, molti musulmani rompono il digiuno con datteri e acqua, seguendo l’esempio del Profeta Muhammad, e proseguono poi con una zuppa leggera, pane, riso, verdure, carne o pesce. In molti Paesi si preparano piatti tipici del Ramadan: samosa, falafel, riso speziato, stufati di carne, insalate, oltre a dolci tradizionali a base di miele, frutta secca e pistacchi. Per chi viaggia, partecipare a un iftar è uno dei modi più immediati per scoprire la cucina locale durante il Ramadan e vivere un momento di autentica convivialità.

Capire il significato del cibo nel Ramadan aiuta a vedere questo mese non solo come un periodo di rinuncia, ma come un tempo di condivisione, ospitalità e gratitudine. Che si tratti di un semplice dattero offerto al tramonto o di una grande tavolata di famiglia, ogni pasto diventa un’occasione per rafforzare i legami e ricordare il valore della moderazione e della solidarietà.

La preghiera in moschea durante il Ramadan

Durante il mese di Ramadan la preghiera in moschea assume un’importanza ancora maggiore rispetto al resto dell’anno. Ogni musulmano praticante è invitato, per quanto possibile, a partecipare alla vita comunitaria: oltre alle cinque preghiere quotidiane (salat), molte persone scelgono di recarsi in moschea più spesso, soprattutto la sera, per vivere il mese sacro in un clima di raccoglimento e condivisione.

Oltre alle preghiere canoniche, nel periodo del Ramadan viene recitata una preghiera speciale notturna, chiamata Taraweeh (o Tarawih). Si tratta di una preghiera volontaria che si svolge dopo la preghiera della sera (Isha) e che prevede la recitazione di lunghi brani del Corano. In molte moschee l’imam e i fedeli cercano di completare la lettura dell’intero Corano nell’arco del mese, distribuendo le sure notte dopo notte. Per i musulmani è uno dei momenti più intensi del Ramadan: la moschea si riempie, l’atmosfera è silenziosa e concentrata, e la recitazione corale crea un forte senso di comunità.

In alcune notti, soprattutto nell’ultima parte del mese, vengono organizzate anche preghiere ancora più lunghe, talvolta chiamate qiyam al-layl, dedicate alla meditazione, al pentimento e alle invocazioni personali. Questo è particolarmente sentito nelle notti considerate più meritorie, come la Laylat al-Qadr, la “notte del Destino”, che secondo la tradizione vale più di mille mesi di adorazione.

Anche in Italia, ma non a Monfalcone, 

sono presenti moschee o centri islamici, durante il Ramadan è normale vedere un aumento dei fedeli nelle ore serali: le famiglie si riuniscono per l’iftar (il pasto che rompe il digiuno) e poi si spostano in moschea per le preghiere notturne. Per chi non è musulmano ma desidera conoscere meglio questa realtà, alcune moschee organizzano momenti di apertura al pubblico, visite guidate o iftar condivisi, nel rispetto delle regole del luogo di culto.

Se ci si trova in viaggio durante il Ramadan in un Paese a maggioranza musulmana, è importante ricordare che la moschea è uno spazio sacro: ci si veste in modo sobrio, si tolgono le scarpe all’ingresso, si parla a bassa voce e non si fotografa senza permesso. Comprendere il ruolo della preghiera in moschea e della preghiera Taraweeh aiuta a cogliere il significato spirituale del mese di Ramadan e la dimensione comunitaria che lo caratterizza.

Se conoscete delle persone musulmane e volete fare gli auguri per il Ramadan, potete usare diverse formule, tutte semplici e molto apprezzate. All’inizio del mese sacro si può dire o scrivere “Ramadan Karim” oppure “Ramadan Mubarak”. La parola Karim significa “generoso”, quindi “Ramadan Karim” si può tradurre come “Che il Ramadan ti sia generoso”. Il termine Mubarak significa invece “benedetto”, per cui “Ramadan Mubarak” equivale a “Che tu abbia un Ramadan benedetto”. In italiano, se preferite, potete anche dire semplicemente “Buon Ramadan”, ma usare le formule arabe è considerato più rispettoso della tradizione.

Alla fine del periodo di digiuno si celebra la festa di Eid ul-Fitr, che segna la conclusione del Ramadan. In questa occasione si augura “Eid Mubarak” (“festa benedetta”) oppure “Eid Said” o “Eid ul-Fitr Sai’d”, dove Sai’d significa “felice”. In molti Paesi musulmani queste espressioni si usano sia di persona sia in messaggi scritti, ad esempio tramite WhatsApp o social, al posto del nostro “buona festa”.

Beduini del Deserto Wadi Rum, Giordania

Per chi desidera qualche esempio pratico di frasi di auguri per il Ramadan, si possono usare formule come:

“Ramadan Mubarak a te e alla tua famiglia.”

“Ramadan Karim, che questo mese sacro ti porti pace e serenità.”

“Eid Mubarak, che la fine del Ramadan sia per voi un giorno di gioia.”

Usare queste espressioni è un modo semplice per dimostrare rispetto verso la cultura islamica e per condividere, anche in Italia, il significato profondo del mese sacro del Ramadan.

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