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UDINE - Ridotto il numero dei Comuni montani della Regione

Pd Fvg: "Giunta si attivi per rivedere i criteri nazionali"
Aggiunto il: 19/02/2026
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La Giunta regionale si attivi con il Governo per rivedere i criteri che hanno ridotto il numero dei Comuni riconosciuti come montani, prevedendo al contempo misure compensative a tutela dei territori esclusi. È quanto chiedono in una nota congiunta il consigliere regionale Massimo Mentil (Pd) e il responsabile regionale Montagna Pd Fvg Marco Craighero, dopo la nuova classificazione nazionale legata all’attuazione della legge 131/2025 che incide su 32 Comuni anche in Friuli Venezia Giulia. “La Giunta Fedriga si attivi immediatamente con il Governo perché riveda i criteri che escludono troppi Comuni dai sostegni dovuti ai territori montani. L’Esecutivo regionale dia comunque garanzie di tutela ai Comuni esclusi, preveda misure compensative regionali, ascolti la voce degli amministratori locali che hanno denunciato questa grave penalizzazione e le conseguenze sui servizi per i cittadini, chieda con noi una revisione anche attraverso i referenti politici nazionali. Stiamo depositando una mozione in Consiglio regionale e lavorando a tutti i livelli, dai Comuni al Parlamento, per correggere una classificazione che tratta la montagna come una mera voce statistica da gestire secondo rigidi criteri scollegati dalla realtà”, affermano gli esponenti dem. Il Partito democratico chiede inoltre un confronto con Anci e Comunità di montagna per valutare correttivi e soluzioni per i territori penalizzati, sottolineando come la revisione dei criteri possa determinare riduzione dei trasferimenti, perdita di agevolazioni e minori strumenti di sostegno utili a contrastare spopolamento e fragilità socio-economica. Nella nota vengono citati alcuni casi emblematici, come San Pietro al Natisone, escluso per uno scarto minimo di altitudine, e Prepotto, oltre all’impatto sull’area carsica e isontina, dove interi sistemi territoriali risultano declassati. Secondo Mentil e Craighero, i nuovi parametri non terrebbero adeguatamente conto delle specificità locali, della densità abitativa e delle caratteristiche geomorfologiche dei territori. Gli esponenti dem ricordano inoltre che lo status di Comune montano garantiva finora defiscalizzazioni, semplificazioni amministrative e accesso a misure dedicate, con possibili ripercussioni anche sul sistema scolastico. “Così come - conclude la nota - ripercussioni si avranno sull’ambito scolastico, dove lo status di Comune montano consentiva deroghe sul numero minimo di alunni per classe, e perdere questa possibilità significa aprire la strada ad accorpamenti e chiusure di plessi, con un effetto domino su famiglie, attrattività e tenuta demografica, in territori dove un plesso scolastico non è un semplice servizio ma un presidio di comunità”.

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