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Critiche alla cartografia "Il Friûl" pubblicata da Arlef arrivano dal consigliere regionale Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), che respinge le accuse di polemica inutile e difende la propria interrogazione. Bullian spiega che l'iniziativa nasce «dall'esigenza di chiarezza», evidenziando «errori e forzature su uno strumento didattico per le scuole primarie» e sottolineando come «Grado non abbia mai fatto parte del Friuli storico», mentre la cartografia proposta mescolerebbe elementi storici e contemporanei creando confusione. Secondo il consigliere, <l'appartenenza non si impone per decreto», e realtà come Monfalconese e Grado non si riconoscerebbero nella definizione friulana proposta. L'esponente del centrosinistra si dice inoltre «decisamente insoddisfatto» della risposta di Arlef e dell'assessore Roberti, criticando una rappresentazione «unica e indistinta» del Friuli che non rifletterebbe la complessità linguistica e culturale del territorio. Con l'interrogazione, Bullian chiedeva di rivedere la cartina distinguendo graficamente aree a parlata veneta, slovena o tedesca. Infine, il consigliere rilancia alcune proposte per la Bisiacaria - tra cui studi storici, aggiornamento del vocabolario bisiaco e cartellonistica dedicata - e assicura che si opporrà a eventuali ipotesi di "Grande Friuli", difendendo la reintroduzione della Provincia di Gorizia.
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