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BOLOGNA - Emilia-Romagna impugna la legge di Bilancio 2026 sui Lep

Baruffi e Conti: "Risorse insufficienti, a rischio diritti e bilanci locali"
Aggiunto il: 03/03/2026
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La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato la delibera per impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge nazionale di Bilancio 2026, in relazione ai Livelli essenziali di prestazione (Lep) per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione di alunne e alunni con disabilità. Il provvedimento, adottato dall’esecutivo guidato dal presidente Michele de Pascale, evidenzia in particolare la mancanza di un’adeguata analisi degli oneri finanziari a carico degli enti territoriali e la conseguente insostenibilità per i bilanci locali. Nel 2025 i Comuni hanno sostenuto una spesa complessiva di oltre 134 milioni di euro, coprendo l’87% del fabbisogno necessario a garantire i diritti previsti dai Lep. Secondo la Regione, la legge statale non prevede coperture dirette adeguate né per il biennio di transizione 2026-2027 né per l’entrata a regime nel 2028, senza considerare i costi effettivi del servizio e le ore assegnate in base ai Piani educativi individualizzati (Pei). Senza il contributo di Comuni e Regione, viene sottolineato, bambine e bambini con disabilità rischierebbero di non poter frequentare la scuola. “Con la legge di Bilancio 2026 si tenta di attuare un’autonomia differenziata che spacca l’Italia e penalizza i più fragili – dichiarano gli assessori regionali Isabella Conti (Scuola) e Davide Baruffi (Bilancio) –. Per di più senza alcun confronto con le Regioni per verificarne gli impatti di spesa e la capacità degli enti territoriali di sostenerne il peso economico”. “A fronte di un nuovo sotto-finanziamento viene tradito così lo spirito dei Lep che, al contrario, dovrebbero rappresentare una garanzia universale per tutte le studentesse e gli studenti di godere degli stessi diritti e delle stesse basi per il proprio futuro, a prescindere dalla regione di residenza”, concludono gli assessori.

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