TRIESTE - Controlli "Alto Impatto": 5 denunciati, 3 grammi di marijuana sequestrati e 45 grammi di hashish trovati

Vai al video precedente

TG CIOCIARIA E LAZIO del 04 marzo 2026

Vai al video successivo

UDINE - Massolino e Moretuzzo: "Piano per la lingua friulana strategico, ma servono dati aggiornati e condivisione"

Aggiunto il: 04/03/2026
Visualizzazioni: 8

I consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia – Civica FVG Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino intervengono sulla discussione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2026-2030, elaborato dall’ARLeF e oggi all’esame della V Commissione consiliare. «Il Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana è uno strumento strategico fondamentale», affermano i due consiglieri, sottolineando l’importanza della tutela e della diffusione della lingua friulana e della promozione della diversità linguistica. «Sono elementi essenziali per la crescita sociale, civile ed economica del nostro territorio, la cui autonomia e specialità trovano fondamento proprio nella presenza e nella salvaguardia delle minoranze linguistiche». Moretuzzo e Massolino evidenziano tuttavia alcune criticità. «L’obiettivo della pianificazione linguistica dovrebbe essere quello di migliorare la realtà, ma come è possibile farlo senza una fotografia aggiornata della situazione?». Secondo i consiglieri, i dati dell’ultima indagine sociolinguistica del 2023 risultano parziali e non consentono un’analisi completa, mentre i dati integrali non sarebbero ancora stati pubblicati. Un’altra osservazione riguarda il percorso di elaborazione del Piano, giudicato poco condiviso. «Il documento avrebbe dovuto nascere da un percorso realmente partecipativo, coinvolgendo tutti gli attori fondamentali», spiegano, ricordando che sarebbe stato opportuno prevedere audizioni di soggetti come l’Aclif e i componenti della Commissione regionale consultiva per la minoranza linguistica friulana. Per questo i due consiglieri annunciano la presentazione di una richiesta formale di audizione. Tra le criticità segnalate anche il fatto che diversi soggetti pubblici dovranno tradurre gli obiettivi del Piano in piani di attuazione quinquennali, con il supporto scientifico dell’ARLeF e l’approvazione della Giunta regionale, elemento che rende complessa una valutazione complessiva dello strumento. «Mancano parametri chiari per misurare i risultati e monitorare nel tempo quanto del Piano verrà effettivamente realizzato», aggiungono Massolino e Moretuzzo, sottolineando l’assenza di indicatori di monitoraggio intermedio e di indicazioni sulle risorse economiche regionali disponibili. Inoltre, i dati sugli indicatori del Piano precedente sarebbero ancora in fase di elaborazione e non avrebbero potuto orientare la stesura e la valutazione dell’attuale documento.

Potrebbe piacerti anche...

MEDIA CORRELATI

Non ci sono media correlati