MONFALCONE - Chiude, a distanza di pochi mesi, un'altra attivitą commerciale in Corso del Popolo.


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Il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia–Civica FVG Enrico Bullian ha espresso riserve sul Piano Generale di Politica Linguistica per la Lingua Friulana 2026–2030 elaborato dall’ARLeF, discusso nella seduta odierna della V Commissione. “La seduta odierna della V Commissione è stata dedicata alla discussione del Piano elaborato dall’ARLeF. Si tratta di un documento corposo verso il quale ho espresso anche puntuali riserve e critiche”, afferma Bullian. Tra le osservazioni sollevate, il consigliere segnala alcune scelte terminologiche che giudica eccessive o improprie. “Si parla di ‘contrastare la deriva linguistica in corso’ come se la diminuzione dell’uso del friulano fosse una degenerazione. Si citano famiglie ‘permeabili alle infiltrazioni della lingua dominante’, ovvero l’italiano, e si ipotizzano ‘politiche pubbliche di conversione linguistica’ rivolte a ‘neoparlanti friulani potenziali’. È un lessico oltremodo impegnativo”. Bullian ricorda inoltre che lo stesso Piano evidenzia un calo nel numero dei parlanti: dai circa 600mila del 2014 ai 440mila del 2023. Secondo le stime riportate, i parlanti friulano nei tre capoluoghi sono il 40% a Udine, il 23% a Gorizia e il 18% a Pordenone. Il consigliere richiama anche una cartina contenuta nel documento intitolata “Quanto ci si sente friulani”, che evidenzierebbe valori molto bassi nell’area di Monfalcone e in alcune zone della fascia veneta della provincia di Pordenone. “Nel documento si parla dello stereotipo secondo cui ‘è friulano chi parla friulano’. Ma allora chi dovrebbe essere considerato friulano?”, osserva.
Nel capitolo dedicato alla scuola, Bullian sottolinea come lo stesso Piano riconosca che molti studenti delle scuole superiori ritengono più utile apprendere lingue internazionali come inglese o tedesco rispetto al friulano. “Mi pare una valutazione normale e comprensibile anche nell’ottica delle opportunità professionali e degli scambi a livello globale”, commenta. Tra le proposte del Piano viene citata anche la diffusione di pratiche di comunicazione bilingue nelle imprese. “Credo che la priorità per le imprese sia stare sul mercato ed essere competitive”, aggiunge. Infine, Bullian richiama il progetto didattico “Anìn”, che ha diffuso nelle scuole primarie materiali e cartografie che rappresenterebbero un Friuli indistinto esteso dal Livenza al Timavo. “Su territori complessi come il nostro approcci esclusivisti legati a confini e regioni storiche risultano inadeguati. I materiali didattici dovrebbero raffigurare meglio il pluralismo socio-linguistico della regione”, conclude il consigliere.
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