

GRADISCA D'ISONZO - Sopralluogo al depuratore: intervento da 9,9 milioni per potenziare il sistema fognario

Il Consiglio comunale di Calendasco si è riunito in seduta straordinaria all’interno del centro “Rita Atria”, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità. A dieci anni dall’acquisizione da parte del Comune, il capannone è stato trasformato in uno spazio polifunzionale dedicato ad attività civiche, sociali e culturali. Il centro, intitolato a Rita Atria, giovane testimone di giustizia che si oppose alla mafia pagando con la vita la propria scelta, ospita oggi la sede della Protezione civile, mezzi comunali, un centro educativo per adolescenti e numerose iniziative pubbliche. La struttura è utilizzata anche come seggio elettorale e punto di riferimento per eventi e attività formative dedicate alla legalità. Alla seduta del Consiglio comunale, presieduta dal sindaco Filippo Zangrandi, ha partecipato l’assessora regionale alla Legalità della Regione Emilia‑Romagna, Elena Mazzoni. Presenti anche l’associazione Libera, volontari, scuole e cittadini coinvolti nelle attività del centro.
“Un luogo restituito alla collettività rappresenta uno dei simboli più concreti e forti della battaglia quotidiana per la legalità e la giustizia sociale”, ha affermato Mazzoni, sottolineando come i territori possano trasformare ferite profonde in opportunità di partecipazione e crescita civile. Il percorso di riqualificazione dell’immobile ha coinvolto istituzioni, associazioni, scuole e realtà del territorio, con la partecipazione di oltre 200 studenti ai laboratori e alle attività formative. Il progetto, avviato nel 2017, ha comportato un investimento complessivo di 484mila euro, di cui oltre 368mila finanziati dalla Regione. Tra gli interventi realizzati anche l’installazione di pannelli fotovoltaici, che rendono il centro la prima comunità energetica attivata in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Nel tempo il centro “Rita Atria” è diventato uno spazio dinamico al servizio della comunità: durante la pandemia ha ospitato un ambulatorio medico, ha accolto studenti del conservatorio, mostre e iniziative sulla cultura antimafia, oltre al campo estivo “E!State Liberi”. Dal 2024 è anche punto di partenza del sentiero partigiano dedicato a Cesare Rabaiotti, creando un legame simbolico tra la memoria della Resistenza e l’impegno contemporaneo per la legalità.
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