TRIESTE - 36 milioni negli impianti sportivi tra lavori conclusi e cantieri in programma


GORIZIA - Fertilia celebra i 90 anni: il sindaco Ziberna alle commemorazioni per il borgo simbolo dell'esodo giuliano-dalmata

È successo a Sacile in via Don Milani. Questo il racconto della figlia:
“Martedì scorso intorno alle 11 di mattina, mia madre, che ha più di 100 anni, è caduta violentemente su un marciapiede. Ha battuto il viso, sanguinava dal naso e dalla bocca, presentava tagli evidenti e rimaneva distesa a terra dolorante in tutto il corpo. È stata chiamata immediatamente l’ambulanza. Il mezzo di soccorso è arrivato dopo 43 minuti nonostante due solleciti telefonici.” La notizia è stata pubblicata sul Gazzettino e non è stata smentita, anzi totale silenzio dalla Centrale di emergenza di Palmanova. Eppure, quando lo scorso novembre stampa e tv riportavano che le ambulanze del FVG sono le più veloci d'Italia, l’assessore Riccardi interveniva con grande evidenza sui media dichiarando che sono dati che rassicurano i cittadini e di cui essere orgogliosi. Oggi invece nessun commento, neppure delle scuse, per una persona di età così avanzata lasciata dolorante sull’asfalto per 43 interminabili minuti. Lo scorso 19 febbraio sempre in provincia di Pordenone, a Piancavallo, una signora di 53 anni colpita da arresto cardiaco mentre sciava, era stata rianimata con successo dai Carabinieri presenti sulle piste da sci, ma poi – così riporta il Gazzettino - c’erano voluti 40 minuti prima che arrivasse l’ambulanza. È un tempo enorme per un infarto, poiché la terapia è tempo dipendente e quindi l’ospedalizzazione deve essere effettuata il più presto possibile, ogni minuto che passa sempre più muscolo cardiaco si perde. Qualche giorno prima, sempre a Piancavallo, per alcuni sciatori infortunati l’attesa dell’ambulanza si contava in ore. Un testimone - F. L. le iniziali – racconta: “Tutti i feriti sono rimasti per più di 3 ore, distesi nelle barelle e al freddo, ai piedi della Genzianella. Io ero presente: un mio amico si è ferito alle 10.30 (frattura scomposta della clavicola), alle 11.00 era stato prontamente e professionalmente trasportato dai volontari del soccorso nei pressi della biglietteria sotto la Genzianella. L'ambulanza è arrivata alle 14.30.” Dall’ attivazione delle Centrali NUE 112 - SORES a Palmanova e conseguente chiusura delle Centrali operative provinciali 118 sono passati quasi dieci anni; disservizi e ritardi di soccorso, anche con esito letale, continuano a ripetersi con preoccupante frequenza, ma senza che chi di dovere faccia qualcosa per rimediare.
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