Attivato il canale 88 sul digitale terrestre


CECCANO - Sport e benessere per l'ultima domenica ecologica con Speed Down e attivitą nei parchi

“Desidero intervenire in merito all’articolo dello stimato Paolo Urbani, pubblicato su Il Piccolo il 1° marzo 2026 e intitolato “Monte Grisa, una questione aritmetica”. L’analisi proposta appare certamente degna di una laurea con lode in matematica; tuttavia, alcune cifre e considerazioni non sembrano riflettere pienamente la realtà dei fatti. I circa mille pullman che transitano ogni anno presso il Santuario, diretti o provenienti da Medjugorje oppure dai Paesi dell’Europa orientale verso l’Italia, effettuano generalmente una sosta tecnica per consentire ai passeggeri e agli autisti una pausa. Tale fermata risponde anche alle disposizioni del Regolamento europeo (CE) che impone agli autisti di autobus una pausa obbligatoria di almeno 45 minuti dopo un massimo di quattro ore e mezza di guida. Durante queste soste i pellegrini non si fermavano necessariamente per pranzare, ma spesso visitavano il Santuario, gustavano un caffè triestino, una brioche, una bibita o un gelato, ammiravano il panorama sul golfo, scattavano fotografie e poi riprendevano il viaggio. A fermarsi per il pranzo erano piuttosto i pellegrini locali e i turisti che arrivavano in auto, moto o bicicletta, ordinando un semplice “menù del giorno”, dal costo generalmente contenuto entro i venti euro. La chiusura della Casa del Pellegrino, sulle cui motivazioni non intendo entrare nel merito, ha tuttavia privato il Santuario di uno spazio fondamentale di accoglienza. Essa rende inoltre più difficile la visita per i nostri fratelli e sorelle con disabilità motoria che, accompagnati dalle meritorie associazioni di volontariato, non possono più trovare un luogo dove consumare un breve pasto o semplicemente bere un caffè o una bibita, magari dopo aver recitato un’Ave Maria nel Santuario e aver ammirato il panorama. Va ricordato che il Santuario è privo di barriere architettoniche: sia la chiesa inferiore sia quella superiore sono accessibili tramite rampa e ascensore anche alle persone in sedia a rotelle. È prevedibile che, d’ora in poi, molti dei pullman diretti o provenienti da Medjugorje preferiscano fermarsi al Santuario della Beata Vergine Maria di Tersatto, legato alla tradizione della Santa Casa di Nazareth (1291–1294). Oggi, infatti, il Tempio Nazionale di Maria Madre e Regina di Monte Grisa non dispone più di un vero luogo di ristoro e di socialità, ma soltanto di distributori automatici di bevande, inevitabilmente freddi e impersonali. Montegrisa rischia così di diventare l’unico grande santuario del Friuli Venezia Giulia privo di un bar o di una Casa del Pellegrino. Al contrario, i santuari del Monte Lussari, di Castelmonte, di Madonna di Rosa, di Tersatto, di Strugnano e di Barbana (Grado) sono tutti dotati di spazi di accoglienza e ristoro per i fedeli. A Barbana, ad esempio, nell’attigua mensa conventuale gli stessi frati collaborano attivamente nella gestione del ristorante della Casa del Pellegrino, servendo con dedizione i pellegrini. Sono certo che il laborioso padre Luigi Moro, di Montegrisa, saprebbe con passione guidare la Casa del Pellegrino, accogliendo i visitatori, ascoltandoli e accompagnandoli spiritualmente. Per la riapertura della struttura non sarebbero necessari grandi investimenti: basterebbe l’assunzione stagionale di un cuoco e di un cameriere nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 ottobre, mentre per la gestione del bar si potrebbe anche chiedere la collaborazione dei volontari del Santuario. Questo, in fondo, è il compito della Chiesa: radunare i fedeli nella preghiera, ma anche offrire loro un luogo di accoglienza, di ristoro e di incontro”.
Potrebbe piacerti anche...
Non ci sono media correlati