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Torna a Tolmezzo il Festival delle bovine Pezzata Rossa Italiana (Pri), giunto alla seconda edizione. L’appuntamento è in programma il 13 e 14 marzo presso il Centro Aste dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa è organizzata da ANAPRI, dall’Associazione Allevatori Fvg e dalla Cooperativa Malghesi Carnia-Val Canale e coinvolge un comparto regionale composto da circa 300 aziende che allevano complessivamente oltre 12 mila vacche di razza Pri, il secondo bacino nazionale dopo la provincia di Bolzano. Il festival si aprirà venerdì mattina con una gara di giudizio morfologico riservata agli studenti di quattro istituti agrari del Friuli Venezia Giulia. Circa 180 ragazzi, suddivisi in squadre, si confronteranno nella valutazione di bovine esposte nel ring, mettendo in pratica le conoscenze apprese durante le attività formative svolte con i tecnici di Anapri. Nel corso della mattinata è previsto anche un momento di approfondimento dedicato alle tecnologie di Precision Livestock Farming, oltre alla presentazione del Gruppo Giovani Pri del Friuli Venezia Giulia, nato per coinvolgere nuove generazioni di allevatori e favorire il ricambio generazionale nel settore zootecnico. La giornata di sabato sarà invece dedicata alla mostra regionale delle bovine Pri. Nel ring di Tolmezzo sfileranno circa 40 capi provenienti da 23 allevamenti, suddivisi in cinque categorie e valutati dal giudice unico Francesco Silletti. Prima della proclamazione della campionessa assoluta, si terrà anche una gara di conduzione che vedrà protagonisti 16 bambini e ragazzi accompagnati da una vitella Pri. A conclusione della mostra è prevista un’asta d’élite con 15 bovini da vita di alto valore genetico provenienti da cinque allevamenti regionali, pensata per attrarre operatori interessati al miglioramento genetico del patrimonio zootecnico. La manifestazione è sostenuta dalla Comunità di Montagna della Carnia, dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da PromoTurismoFVG, oltre che da diverse aziende private. L’evento vuole valorizzare il lavoro degli allevatori e il ruolo della zootecnia nell’economia regionale, mettendo in evidenza anche il contributo del settore alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio montano.
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