MONFALCONE - Spandimenti in un palazzo di Corso del Popolo,60.


MONFALCONE - Molti locali in centro e non sono in affanno a causa di aumenti, crisi energetica e calo della clientela

Vedere la nostra città usata ancora una volta come un palcoscenico per slogan che seminano paura fa male. Fa male a chi qui ci lavora, a chi ha un'attività, a chi cresce i propri figli sperando in un futuro di pace e non di muri.
Oggi alcuni ragazzi del liceo hanno fatto domande semplici, ma pesanti come macigni. Domande rimaste senza risposta. Perché è facile dare la colpa a una religione intera, è molto più difficile amministrare una città complessa garantendo dignità e sicurezza a tutti.
Monfalcone non è una "minaccia". Monfalcone è la città del lavoro, del sacrificio, di chi ha dato la vita per la libertà. Trasformarla in un simbolo di odio ne rovina l'immagine, allontana gli investimenti e spacca la comunità. E questo danno economico e sociale lo paghiamo tutti noi cittadini, nessuno escluso.
lo sono musulmano, sono cittadino italiano e sono un consigliere comunale che ama questa città. Non accetto che la mia casa venga dipinta come un campo di battaglia prosegue Sani Bhujan.
Spero che la parte ragionevole di Monfalcone - quella che non urla ma costruisce - si svegli. Abbiamo bisogno di ponti, non di libri che alimentano tensioni. Riprendiamoci il rispetto che meritiamo. Tutti.
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