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MUGGIA - Cambia il sistema rifiuti: stop al porta a porta, arrivano i cassonetti smart

Un investimento complessivo superiore ai 50 milioni di euro, finanziato in larga parte dalla Regione Friuli Venezia Giulia e con risorse del PNRR, segna un passaggio strategico per il rafforzamento della sanità territoriale. La nuova casa di comunità hub, realizzata nell’ex pneumologico e inaugurata alla presenza dell’assessore regionale Riccardo Riccardi e dei vertici di ASUGI, rappresenta uno dei principali interventi di riqualificazione sanitaria dell’area. Il direttore generale Antonio Poggiana ha sottolineato come si tratti di “un recupero architettonico nell’ottica dell’umanizzazione”, evidenziando il valore dell’intervento non solo sul piano funzionale ma anche sul piano simbolico e urbano. I lavori, eseguiti dalla Setten Genesio, hanno restituito un complesso moderno, oggi già operativo: l’ospedale di comunità è attivo dallo scorso 2 aprile e accoglierà anche servizi come il centro vaccinale. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha ricordato che fino a pochi mesi fa l’area rappresentava “un vulnus per il territorio”, inserendo l’intervento in un più ampio processo di rigenerazione urbana che coinvolge anche il parco Basaglia e prevede la realizzazione di un futuro campus scolastico. Un’operazione portata a termine in tempi rapidi, appena due anni e mezzo, che lo stesso primo cittadino ha indicato come elemento di particolare rilievo. La struttura si sviluppa su oltre 12.200 metri quadrati ed è organizzata per ottimizzare i percorsi di cura. I primi livelli ospitano la casa di comunità e i servizi distrettuali, mentre i piani superiori accolgono l’ospedale di comunità, l’hospice e le cure palliative, oltre al dipartimento farmaceutico e agli uffici amministrativi. Il quarto piano sarà dedicato a spazi polifunzionali, culturali e di servizio. Grande attenzione è stata riservata alla qualità degli ambienti. L’architetto Mauro Barraceti ha ribadito che “l’umanizzazione degli spazi è stata il principio cardine”, illustrando soluzioni progettuali orientate al comfort e all’accessibilità: porte rototraslanti, dispositivi per ipovedenti, separazioni tra i letti e tecnologie che migliorano la fruibilità degli spazi di degenza. Il modello organizzativo punta sull’integrazione tra servizi e sulla continuità assistenziale. Giacomo Benedetti ha evidenziato come la crescita delle patologie croniche, in un territorio con una popolazione particolarmente anziana, renda necessario distinguere tra gestione delle acuzie e presa in carico della cronicità. In questo contesto, la riforma introdotta dal decreto ministeriale 77 del 2022 trova applicazione concreta, con la casa di comunità come punto di partenza dei percorsi assistenziali. Una visione rafforzata da Andrea Di Lenarda, che ha sottolineato la necessità di superare una medicina “consumeristica” a favore di un sistema integrato e multidisciplinare. Nel territorio dell’Azienda sanitaria giuliano-isontina sono circa 90mila i pazienti cronici, destinatari di un modello che mira a spostare il baricentro delle cure sul territorio e a valorizzare il ruolo del medico di medicina generale. Il dipartimento specialistico territoriale integra cardiologia, pneumologia, diabetologia e nefrologia, con l’obiettivo di garantire percorsi di cura coordinati. La struttura funziona come hub di riferimento per la rete territoriale. “È la casa di comunità principale, collegata alle altre per garantire continuità nella presa in carico”, hanno spiegato Tiziana Spessot e Fabio Verzegnassi. In questo sistema si inserisce anche la centrale operativa territoriale, già attiva dal 2024, operativa sette giorni su sette e dedicata al supporto dei professionisti. Tra i servizi già attivi figurano assistenza medica e infermieristica sulle 12 ore diurne per tutta la settimana, cure primarie gestite da équipe multiprofessionali, diagnostica di base e specialistica ambulatoriale, con l’attivazione immediata dell’ambulatorio cardiologico. Il punto unico di accesso, il centro prelievi e l’assistenza domiciliare rappresentano ulteriori pilastri dell’organizzazione. Nel corso dell’inaugurazione è stato inoltre illustrato il funzionamento del numero europeo 116117 per le cure non urgenti, servizio gratuito e multilingue attivo h24, mentre è stato posto l’accento sul rafforzamento del welfare di comunità. In questa direzione si inserisce il lavoro sul Punto unico di accesso e sulle dimissioni protette, con un coinvolgimento crescente dei cittadini nella costruzione dei servizi. La nuova casa di comunità si configura così come un nodo centrale di una sanità territoriale più vicina alle persone, capace di integrare assistenza, prevenzione e presa in carico in un unico sistema coordinato.
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