STARANZANO - Incendio in appartamento: fiamme domate senza feriti


GORIZIA - Bernardis: "No a tensioni politiche, serve coesione per il FVG"

“In assenza di visioni si sta male. Viviamo in un sistema politico e sociale che scoraggia il tipo di pensiero e di dialogo che potrebbe portare a visioni costruttive. E un sistema che induce a sfogare le proprie frustrazioni rinfocolando le dispute invece che gestirle in modo creativo, che tiene separate le persone che potrebbero guadagnare dall’ascoltarsi e dal lavorare assieme, che favorisce unicamente azioni di breve periodo basate su compromessi fra ristretti gruppi di interessi. C’è ovviamente chi ha tutto l’interesse a che le cose rimangano cosi, ma per quanto riguarda la stragrande maggioranza delle persone la domanda che mi passa continuamente alla mente è: “perché non si ribellano”, come fanno a non dire: “basta!”. Il demone della separazione, dell’emarginazione, della superiorità, il vento del sei con me o sei contro di me soffia ancora forte, sempre in nome di una annunciata rifondazione, di progressive e magnifiche sorti della città, anche se il resoconto è fallimentare, tutti sono più deboli, poveri, meno credibili nelle forze, nei risultati. E uno dei limiti che si ripetono sul ruolo del governo tra il mezzo è il fine. E il mezzo per corrispondere alle esigenze, richieste, alle attese dei lavoratori, dei cittadini che chiedono sul lavoro, di tornare a casa in salute, di andare in pensione e poter vivere, giustizia sociale. Il 28 aprile giornata mondiale vittime amianto, non sia un rituale con parole di circostanza, in un tempo di pochi minuti. Servono scelte e decisioni politiche a livello Europeo, Nazionale, Regionale. Servono risposte, diverse risposte, a tale fine va ricostruita una aggregazione di forze che hanno questi interessi come fine. La Politica si alzi in piedi per dire che c’è una alternativa mettendo fine al silenzio complice. Siamo a Monfalcone, un polo industriale fatto da grandi aziende, ma anche da medie e piccole della nautica, penso sia giusto chiedere che oltre i certificati del prodotto ci sia un “certificato della salute e sicurezza dei lavoratori”. Quando penso al cantiere, alla barca non penso solo a Monfalcone visto che il 60-70% viene costruita in centinaia di aziende in tutto il Friuli Venezia Giulia e oltre. Accendere la luce su queste aziende, aree industriali, Comuni e doveroso. Parlo di una “questione regionale” di prevenzione della salute e sicurezza sui posti di lavoro, e del rapporto tra la “produzione, ambiente, la sanita”. I dati che il CRUA ha presentato a gennaio, silenzio vergognoso, dimostrano che non abbiamo in mano la situazione e le conoscenze, che i casi aumentano dopo 34 anni dalla legge che vieta l’utilizzo del materiale. Che per forza di necessità diventano prioritarie le cure e l’assistenza degli esposti ammalati, su cui servono risposte urgenti. Queste sono le conseguenze delle grandi aziende private, mentre è tutto da verificare dove lo “Stato è il Padrone” edifici pubblici, scuole, tubi cemento amianto dove c’è una diversa esposizione, ma di massa. Chiedere, pretendere da Monfalcone che “vengano usati solo materiali sicuri” per la salute dei lavoratori, penso sia il minimo, oltre che giusto. Monfalcone è la città dove i lavoratori trasformano il ferro in opere d’arte, dove i saldatori erano, sono una parte fondamentale. Per gli sporchi interessi, questi pilastri del cantiere, sono stati attaccati, uccisi, veniamo a conoscenza dopo decine di anni che i fumi della saldatura sono cancerogeni. Tutti noi concentrati sull’amianto non abbiamo visto a fondo, sento di chiedere scusa a miei compagni di lavoro. Una pagina che va riletta e riscritta, glielo dobbiamo. Oltre le certificazioni che definiscono il rispetto dei parametri definiti a livello politico europeo, vanno pretese la analisi preventive “degli elementi che compongono i materiali” con verifiche sui posti di lavoro. Gli elementi diventano moltiplicatori sulle conseguenze della salute. A tal fine: e fermo in Regione, da oltre 5 anni, una proposta di “un centro transfrontaliero di ricerca su amianto e fibre vetrose che può, anche, diventare un centro di ricerca sui materiali” attirando le migliori conoscenze nazionali, europee, mondiali. In sostituzione dell’amianto vengono utilizzate le Fibre artificiali vetrose, dopo lo studio fatto a Monfalcone nei primi anni 2000 e il convegno regionale del 2017 per scelta è calato il silenzio totale. Dopo diversi interventi e denunce, la Fincantieri ha fatto una “convenzione quadro” con la Sapienza Università di Roma sullo studio dei materiali che diventa una ulteriore certificazione della serietà della tematica. In questo diverso sistema produttivo, fondamentale diventa “la raccolta dati” per ogni lavoratore esposto ai materiali riconosciuti potenzialmente pericolosi, che hanno una evoluzione veloce, determinanti in caso di cura e di riconoscimento pensionistico: del tipo di materiale, del tempo di esposizione, della ditta in cui opera. Gran parte di questi lavori vengono fatti da ditte in appalto e da lavoratori immigrati, serve un “riconoscimento” dei diritti e sanitario almeno europeo. Il Centro Regionale Unico Amianto CRUA va rilanciato coinvolgendo i territori. In questo quadro il Tavolo permanente amianto può svolgere un ruolo importante. Rimangono pietre: “il decreto vergogna” con il gioco delle tre carte fatto sugli esposti, e la “la cancellazione della parola vittime” sulla targa del Municipio, unica in Italia! Il 28 aprile diventi l’opportunità per una alternativa produttiva possibile”.
Luigino Francovig
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