TRIESTE - Paciucci (Rifondazione Comunista): "25 aprile partecipato fra memoria e aggregazione"


MONFALCONE - Fino a domenica 26 aprile l'appuntamento con i fiori in piazza della Repubblica.

Il Comune di Ceccano, dopo un decennio, torna a includere il canto popolare nel cerimoniale della festa della Liberazione dal nazifascismo. Il sindaco, Andrea Querqui: «Per unire, non per dividere».
Il Comune di Ceccano torna a celebrare l’anniversario della Liberazione d’Italia con “Bella ciao” dopo un decennio di assenza dal cerimoniale. La canzone popolare è stata eseguita dalla banda comunale e cantata da centinaia di cittadini nel corso della cerimonia organizzata dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Querqui. «“Bella ciao” - dichiara il primo cittadino di Ceccano - è ormai considerata come un inno alla libertà a livello internazionale. Nessuno deve sentirsi in qualche modo offeso o escluso. Per noi non deve essere un canto divisivo, proprio perché è di tutti coloro che ritengono la libertà preziosa e imprescindibile. L’Italia ha celebrato la Liberazione dal nazifascismo. Il 25 aprile 1945 segna la fine della Seconda guerra mondiale e della dittatura fascista. Vent’anni in cui la dignità degli italiani fu calpestata, tra violenza e bugie di un regime disposto a tutto pur di mantenere il potere. Il fascismo colpiva chiunque si opponesse: aggressioni, intimidazioni, omicidi, come quello di Giacomo Matteotti. Gli ideali proclamati dalla propaganda si sgretolavano sotto una corruzione diffusa. Eppure, ancora oggi, qualcuno sostiene che il fascismo abbia fatto anche cose buone. Senza dimenticare i crimini commessi in Libia: campi di concentramento, torture e gas contro i civili. Furono realizzate opere come la bonifica dell’Agro Pontino, ma a quale prezzo? Le opere non possono mai essere barattate con la libertà. La seconda guerra mondiale causò morte, fame e distruzione. Ma proprio in quegli anni nacque la Resistenza. Uomini e donne, i patrioti, hanno lottato per restituire all’Italia libertà e dignità. A loro va il nostro grazie. Quella libertà non è eterna e va difesa ogni giorno. Mai più dittature, mai più guerre».
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