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Un’alleanza senza precedenti tra sindacati e associazioni datoriali per contrastare il fenomeno dei contratti “pirata” e difendere salari, tutele e competitività del territorio. La Cisl Friuli Venezia Giulia, insieme a Confindustria Alto Adriatico, Confindustria Udine, Confcommercio Udine, Confartigianato FVG, CNA Friuli Venezia Giulia e Confapi FVG, ha lanciato un appello unitario contro il dumping contrattuale, fenomeno che secondo le parti coinvolte impoverisce lavoratori e sistema economico regionale. Nel mirino soprattutto i contratti Anpit, che in Friuli Venezia Giulia coinvolgerebbero circa 1.400 lavoratori tra commercio, terziario e metalmeccanica. “Siamo di fronte a pratiche che rendono il lavoro più povero, sottraendo salario e tutele fondamentali ai lavoratori e risorse al territorio”, denuncia il segretario regionale della Cisl FVG Cristiano Pizzo, evidenziando come la sola assenza della quattordicesima per un addetto alle vendite possa tradursi in quasi 1.900 euro lordi annui in meno, cifra che cresce ulteriormente considerando straordinari, lavoro festivo, permessi e indennità di malattia ridotte o assenti. Secondo le stime illustrate dalla Cisl, il “buco” economico generato dai contratti Anpit in regione supererebbe i 3,6 milioni di euro annui, con una perdita contributiva di circa 1,2 milioni destinata a incidere anche sulle future pensioni dei lavoratori. Pizzo ha chiesto all’INPS regionale e alla Regione Friuli Venezia Giulia controlli più severi soprattutto negli appalti pubblici, sottolineando come aziende non in regola con i contributi non dovrebbero poter accedere a gare, agevolazioni o incentivi. Sul tema si è registrata una forte convergenza anche da parte delle associazioni imprenditoriali. Il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha parlato della necessità di una legge sulla rappresentanza che definisca con chiarezza quali organizzazioni siano realmente rappresentative, proponendo al tempo stesso un coordinamento stabile tra parti sociali per monitorare il fenomeno nei territori. Per il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo, i contratti pirata rappresentano “una forma di dumping sociale che abbassa la qualità del lavoro invece di investire in innovazione e produttività”, mentre Confapi FVG ha richiamato l’urgenza di definire criteri condivisi sulla rappresentatività delle organizzazioni sindacali e datoriali. Anche Confartigianato FVG ha evidenziato l’importanza della recente riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi del CNEL, che consentirà di identificare con maggiore precisione i contratti realmente rappresentativi. Sul fronte operativo, la Cisl FVG ha annunciato l’avvio di una campagna gratuita di verifica dei contratti applicati e delle buste paga, oltre all’attivazione di vertenze per il recupero delle differenze salariali e contributive. Un’iniziativa che punta non solo alla tutela dei lavoratori, ma anche alla salvaguardia di un sistema economico regionale basato su concorrenza leale, qualità del lavoro e diritti.
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