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La Istituzione Universitaria dei Concerti chiuderà l'81a stagione concertistica con un evento dal forte valore civile e culturale dedicato al decennale del terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016. Sabato 16 maggio alle ore 17.30, nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma, andrà in scena "L'ultima estate", opera lirica del compositore marchigiano Marcello Filotei, con drammaturgia di Vincenzo De Vivo. L'opera, già presentata nel 2021 al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, nasce dall'esperienza personale dell'autore, che nel sisma perse entrambi i genitori e molti amici nella frazione di Pescara del Tronto, ad Arquata. Il lavoro non ricostruisce la tragedia in modo cronachistico, ma affronta il tema della memoria, della perdita e del rapporto con i luoghi cancellati dal terremoto, trasformando il dolore in un percorso artistico e collettivo. Al centro della narrazione c'è Alexandra, sorella del compositore sopravvissuta dopo nove ore sotto le macerie, figura simbolica della possibilità di continuare a vivere dopo una frattura profonda. Sul palco romano si esibiranno l'Ensemble Strumentale del Conservatorio "Giovanni Battista Pergolesi" di Fermo e gli allievi dell'Accademia d'Arte Lirica di Osimo con Louise Guenter, Tamari Kirakosova, Alessandro Fiocchetti e Aleksandr Utkin, diretti da Gabriele Bonolis, mentre la voce recitante sarà affidata all'attore e doppiatore Mimmo Strati. La rappresentazione sarà preceduta alle ore 16 da un seminario introduttivo a ingresso libero curato da Susanna Pasticci con interventi di studiosi e docenti universitari dedicati al libro e all'opera "L'ultima estate". L'iniziativa, coprodotta dalla IUC e dal Conservatorio di Fermo in collaborazione con l'Accademia Lirica di Osimo, porterà a Roma un'opera che intreccia musica, memoria e identità, trasformando il ricordo del sisma in un momento di riflessione collettiva sul valore dei luoghi, delle comunità e della memoria condivisa.
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