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TRIESTE - II Pd incontra i sindacati: "Non accettare un piano di dismissione di Electrolux"

Aggiunto il: 20/05/2026
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“L’azienda ha fatto una dichiarazione di guerra e va respinta”. È questa la sintesi emersa dall’incontro tra rappresentanti sindacali ed esponenti del Partito Democratico, riuniti nella sede del partito di Pordenone e collegati da Trieste, Roma e Bruxelles, per affrontare la crisi aperta da Electrolux con l’annuncio di 1.700 esuberi negli stabilimenti italiani. Ad aprire il confronto è stato il segretario provinciale del Pd Fausto Tomasello, che ha sottolineato come “la filiera del Pd al completo dalla Regione al Parlamento nazionale a quello Europeo è a disposizione per dare una mano, come abbiamo fatto in tutte le occasioni”, rinviando poi il confronto successivo al tavolo ministeriale del 25 maggio. Presenti anche la segretaria regionale Pd Fvg Caterina Conti e componenti delle segreterie provinciali e regionali. L’europarlamentare Stefano Bonaccini ha invitato il Governo a “coinvolgere Invitalia affinché sia utilizzata come strumento per entrare nella governance dell’azienda”, oltre che per accedere agli aiuti pubblici. Bonaccini ha inoltre avvertito che “1700 esuberi vuol dire che chiuderanno gli stabilimenti nel giro di pochi anni”, sottolineando il rischio di perdita di competitività e di fuga dei lavoratori più qualificati. La deputata Debora Serracchiani ha annunciato che la crisi Electrolux sarà nuovamente portata alla Camera durante il Question time di mercoledì, definendo quello presentato dall’azienda “un piano di dismissione” che “va respinto”. “Si deve ragionare su un piano industriale che parta dalla parola investimenti e non dalla parola esuberi”, ha dichiarato, avvertendo che altrimenti il tavolo del 25 maggio rischierà di concentrarsi esclusivamente sugli ammortizzatori sociali. Riguardo al possibile interesse della società cinese Midea, Serracchiani ha chiesto di verificare “se c’è serietà nell’investimento o se si vuole togliere dal mercato dei concorrenti”, aggiungendo che le difficoltà del mercato europeo non possono diventare “un alibi per delocalizzare e portare le produzioni in altri Paesi”. Il consigliere regionale Nicola Conficoni ha invece invitato a “fare squadra tra Governo, Regioni e forze politiche tutte insieme”, chiedendo alla Regione di ampliare il tavolo di confronto già avviato insieme al Veneto. Conficoni ha definito “irricevibile” il piano presentato dall’azienda, evidenziando la sintonia con le posizioni espresse dai sindacati e sostenendo che la Regione debba essere pronta a utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione, “come fece nel 2004”.

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