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MONFALCONE - Rimpasto Giunta Fasan: per opposizioni questa è un'amministrazione in appalto alla Cisint.

Aggiunto il: 21/05/2026
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“Venni, stai sereno”

Forse è questa la frase che l’assessore Venni si è sentito dire dopo l’ultima seduta consiliare. E, come nella nota storia politica italiana, dopo la rassicurazione è arrivato il colpo di mano.

Leggiamo senza troppo stupore del nuovo assetto della giunta, che vede l'assessore Venni nuovamente commissariato e sminuito nel suo ruolo. È la seconda volta che accade: un copione identico a quanto già visto nello scorso mandato, a dimostrazione di una bocciatura che viene da parte della sua stessa maggioranza, proprio sulle deleghe che lo vedevano protagonista.

Del resto, gli ultimi passaggi sul rendiconto sono stati tutt’altro che rassicuranti: prima il pasticcio dello zero mancante durante la conferenza stampa di presentazione, poi una commissione durata appena quindici minuti —probabilmente la più breve esposizione mai vista per un rendiconto da quasi 100 milioni di euro — e infine un consiglio comunale in cui sono spiccate le clamorose difficoltà dell'assessore persino a spiegare l'entità e i motivi di un accantonamento. 

La vicenda degli accantonamenti, ma anche quella delle rette della casa di riposo, hanno reso evidente a tutti l'impressione generale: era comunque Cisint (e questo non ci sorprende) a dettare la politica economica dell’ente, sopra la testa del sindaco e di tutti gli assessori.

Una dinamica di potere che trova la sua totale manifestazione proprio in questo rimpasto, con l'assegnazione del Bilancio “per la parte strategica” direttamente a lei, pur in presenza del nostro esposto sulle deleghe consiliari ancora sospeso. Davvero senza vergogna nè pudore!

Il risultato è quello di un’amministrazione sempre più esautorata sul piano politico da un’europarlamentare che, pur essendo oggi una semplice consigliera comunale, continua di fatto a comandare più che governare, con un sindaco messo lì solo proforma.

Ma c'è di più, e resta la grande perplessità per una situazione che ha dell'incredibile: una consigliera comunale che somma su di sé un pacchetto di deleghe superiore a quello di molti assessori presi singolarmente. Un'anomalia istituzionale che trova la sua rappresentazione anche fisica nel palazzo comunale, dove la consigliera in questione dispone ormai di un proprio ufficio privato con tanto di targa sulla porta. Resta da capire a cosa servano gli assessori se le deleghe strategiche possono essere tranquillamente svolte da semplici consiglieri comunali. 

Ci chiediamo per quanto ancora dovremo assistere ad una "amministrazione in appalto" a Cisint più che ad un reale governo del neo eletto sindaco Fasan.

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