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VENEZIA - La Seconda commissione conclude l'esame del ddl sulla prioritą Housing

Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, Carlo Cunegato, interviene sul tema dello sfruttamento del lavoro agricolo e del contrasto al caporalato, richiamando l’attenzione su alcuni recenti episodi che hanno coinvolto lavoratori impiegati nel settore. Cunegato annuncia il proprio sostegno all’iniziativa promossa dalla FLAI CGIL a Schiavon, nel Vicentino, dopo il caso di un bracciante rimasto ferito in seguito a una caduta e successivamente trasportato nei pressi dell’ospedale senza che venissero attivati i soccorsi. «Sarò al fianco della FLAI CGIL a Schiavon, dove un bracciante è caduto da tre metri e i datori di lavoro, invece di chiamare i soccorsi, lo hanno caricato su un’auto e abbandonato vicino all’Ospedale di Bassano. Sappiamo purtroppo che non è un caso isolato: c’è un sistema che si regge sul caporalato e sulla vulnerabilità di chi arriva in Italia senza diritti», dichiara il consigliere regionale. Secondo Cunegato, è necessario intervenire anche sul quadro normativo nazionale e rafforzare gli strumenti di vigilanza sul territorio. «Dobbiamo cancellare la Bossi-Fini, una legge costruita per mantenere invisibili, irregolari e ricattabili centinaia di migliaia di persone. La Regione Veneto deve fare la sua parte potenziando i servizi SPISAL e intensificando i controlli nei campi. Non bastano le lacrime dopo ogni tragedia», afferma il capogruppo di AVS. Nel suo intervento Cunegato collega il caso di Schiavon ad altri episodi avvenuti in Italia, sostenendo la necessità di contrastare in modo strutturale il fenomeno dello sfruttamento lavorativo. «Non potrò essere fisicamente al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nel corteo della FLAI CGIL a Schiavon, ma sarò lì con tutta la mia partecipazione e la mia rabbia. L’omicidio di quattro braccianti ad Amendolara, il caso di Schiavon e l’omicidio di Bakari Sako sono una vergogna nazionale, frutto del sistema criminale del caporalato, da Nord a Sud», dichiara. Il consigliere regionale richiama inoltre il dibattito europeo sulle condizionalità legate ai finanziamenti agricoli. «In Europa mi batto per legare i fondi della PAC a una rigida condizionalità sociale con controlli ex ante: i soldi pubblici europei devono andare solo ed esclusivamente a chi dimostra di essere in regola. È totalmente inaccettabile la proposta di esentare dai controlli le aziende sotto i 10 ettari. Considerando che la media italiana è di undici ettari, una misura del genere significa azzerare del tutto le tutele nel nostro Paese», conclude Cunegato.
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