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TRIESTE - Tamaro (SAP FVG): "I dati dimostrano l'efficacia della sospensione di Schengen"

Aggiunto il: 04/06/2026
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La sospensione del Trattato di Schengen e il rafforzamento dei controlli lungo il confine orientale hanno prodotto risultati significativi sia nella riduzione degli ingressi irregolari sia nell’attività di contrasto ai trafficanti di esseri umani. È la posizione espressa da Lorenzo Tamaro, segretario regionale del SAP Friuli Venezia Giulia, che interviene nel dibattito sul futuro dei controlli frontalieri e sul ruolo della Polizia di Frontiera. Secondo Tamaro, “i numeri del Viminale parlano chiaro e dicono che i controlli sui confini, ‘statici e dinamici’ hanno prodotto da un lato una positiva e drastica riduzione degli arrivi e dall’altro un aumento esponenziale degli arresti, soprattutto di ‘passeur’, i trafficanti di esseri umani”. Pur riconoscendo la necessità di ulteriori miglioramenti, il segretario regionale del SAP sottolinea come l’esperienza maturata durante il periodo di sospensione di Schengen abbia evidenziato la necessità di strutture permanenti e adeguatamente attrezzate ai valichi di frontiera. “È evidente che si può fare meglio nel contrasto dell’immigrazione clandestina e che per il futuro, per le prossime sospensioni del trattato di Schengen, sarà necessaria una logistica migliore, con uffici permanenti ed attrezzati su ogni valico (come un tempo) pronti ad essere utilizzati al bisogno”. Tamaro evidenzia inoltre l’importanza del rafforzamento degli organici della Polizia di Frontiera, ricordando che il personale assegnato negli ultimi mesi rappresenta un investimento destinato a produrre effetti anche nel lungo periodo. “Il rinforzo di personale permanente arrivato nei mesi scorsi alla Polizia di Frontiera, grazie proprio alla ‘sospensione del trattato di Schengen’ è stato assolutamente un passaggio necessario, che servirà anche per il futuro, nel caso di ripristino del trattato, proprio per poter garantire il normale controllo di retro-valico”. Nel comunicato viene ricordato come la Polizia di Frontiera sia chiamata a garantire il controllo della cintura confinaria e come, secondo il SAP, dal 2007 gli organici siano rimasti al di sotto delle necessità operative, in un contesto caratterizzato dagli arrivi lungo la cosiddetta Rotta Balcanica. Tamaro sostiene inoltre che il contrasto all’immigrazione clandestina rappresenti un investimento indispensabile per la sicurezza pubblica, nonostante i costi economici e organizzativi che comporta.

“L’immigrazione clandestina genera indubbiamente una spesa importante in termini di denaro e uomini, ma altrettanto importante è combattere l’illegalità e gli effetti che questa forma di criminalità genera poi nelle nostre città e nella nostra società”. Nel documento viene posto anche il tema della sostenibilità dei flussi migratori e delle politiche di integrazione, con una riflessione sulle capacità di accoglienza del Paese e sulle conseguenze di eventuali criticità nella gestione del fenomeno. Il segretario regionale del SAP critica inoltre alcuni soggetti impegnati nell’accoglienza, sostenendo che l’attenzione dovrebbe concentrarsi maggiormente sui percorsi di integrazione piuttosto che sui costi sostenuti per la sicurezza. “È singolare poi, vedere che chi dovrebbe essere deputato all’accoglienza e successiva integrazione, continui a preoccuparsi di quanto costi la sicurezza piuttosto che occuparsi di fornire un adeguato servizio per cui percepisce i fondi dallo Stato”.

Infine Tamaro richiama l’attenzione sul contesto internazionale e sui rischi che, a suo giudizio, continuano a giustificare misure di controllo rafforzato ai confini.“C’è da chiedersi infine, cosa sia cambiato oggi, in termini di rischio di infiltrazioni terroristiche, motivo per il quale era stata decisa la ‘sospensione di Schengen’. Il panorama internazionale e i conflitti nell’area mediorientale, infatti, appaiono non ancora risolti e un’immigrazione clandestina ed indiscriminata rappresentano sicuramente una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna”.

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