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Un presunto trafficante di migranti è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Udine nell’ambito delle attività di controllo lungo il confine con la Slovenia. L’operazione è stata condotta al valico di Stupizza, dove i finanzieri hanno intercettato un’autovettura proveniente dal territorio sloveno con a bordo cinque cittadini pakistani, tre dei quali privi di documenti identificativi. Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, i successivi accertamenti, svolti con il supporto del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cividale del Friuli, hanno consentito di verificare la posizione dei passeggeri. Due persone sono risultate in condizione di clandestinità sul territorio nazionale, mentre per il terzo soggetto privo di documenti è stato possibile procedere all’identificazione. Le Fiamme Gialle hanno inoltre esaminato i dati contenuti nei telefoni cellulari dei soggetti fermati per ricostruirne gli spostamenti e verificare eventuali trasferimenti di denaro collegati al presunto trasporto illecito di migranti. Al termine degli accertamenti, l’Autorità giudiziaria è stata informata dei fatti e ha disposto l’arresto dell’autista del veicolo, successivamente trasferito presso la Casa circondariale di Udine. Gli altri due occupanti regolarmente presenti in Italia sono stati denunciati in stato di libertà, mentre il mezzo utilizzato per il trasporto è stato sottoposto a sequestro. I migranti irregolari hanno invece formalizzato richiesta di protezione internazionale e sono stati invitati a presentarsi presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Udine per la regolarizzazione della propria posizione amministrativa. Il Giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto eseguito in flagranza dalla Guardia di Finanza, disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare del divieto di dimora nei comuni del Friuli Venezia Giulia, ritenuta idonea a prevenire il rischio di reiterazione del reato contestato. L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di vigilanza connesse alla temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne prevista dal Codice Frontiere Schengen. La sospensione di Schengen consente infatti l’attivazione di controlli di polizia ai confini interni dell’Unione Europea per esigenze legate alla sicurezza, alla prevenzione del terrorismo o alla gestione di particolari pressioni migratorie. La Guardia di Finanza ha ricordato come tali controlli siano stati rafforzati lungo la cosiddetta rotta balcanica e nelle aree di confine terrestri e marittime italiane, nell’ambito delle attività di concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Come precisato dagli investigatori, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la persona sottoposta a indagine deve essere considerata presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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