Il Consiglio regionale del Veneto ha respinto la Mozione n. 12 presentata dai consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat (Resistere Veneto), che esprimeva contrarietà all’adesione dell’Italia all’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur e chiedeva maggiori tutele per agricoltura, allevamento e filiere agroalimentari venete e italiane. Il provvedimento è stato bocciato con 22 voti favorevoli, 22 contrari e 4 astensioni. Nel corso del dibattito sono emerse posizioni differenti sia tra maggioranza che opposizione. Il consigliere Stefano Morosin (Liga Veneta Repubblica), pur condividendo alcune preoccupazioni del settore agricolo, ha ritenuto errato “chiudersi in sé stessi in una forma di anacronistica autarchia economica”, chiedendo invece maggiori garanzie europee in materia di sicurezza alimentare e reciprocità. Sulla stessa linea la consigliera Claudia Barbera (Fratelli d’Italia), che ha evidenziato la necessità di ottenere dall’Unione europea adeguate garanzie affinché l’accordo non penalizzi imprese e filiere produttive italiane. Riccardo Szumski ha ribadito la necessità di tutelare i piccoli agricoltori veneti, mentre Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione) si è dichiarato contrario alla mozione, sostenendo che una regione fortemente industrializzata come il Veneto non possa rinunciare alle opportunità offerte dal Mercosur. Dal Partito Democratico, Paolo Galeano ha richiamato l’attenzione sulla tutela dell’agricoltura, senza però rinunciare alle opportunità economiche derivanti da un accordo che potrebbe favorire comparti come meccanica, automotive e chimica. Alessandro Del Bianco ha definito il Mercosur uno strumento utile per regolamentare settori strategici, ribadendo la necessità di rafforzare i controlli sulle produzioni agricole. Tra le voci critiche verso l’accordo, Rosanna Conte (Lega-LV) ha espresso timori per l’ingresso sul mercato di prodotti privi degli standard qualitativi italiani, mentre Filippo Rigo (Lega-LV) ha sostenuto che l’intesa rischierebbe di mettere in difficoltà il comparto agricolo, considerata la diversità delle regole produttive tra i Paesi coinvolti. Il capogruppo di Forza Italia Alberto Bozza ha definito “un errore politico, economico e strategico” respingere a priori l’accordo, pur sottolineando la necessità di evitare fenomeni di concorrenza sleale e di garantire il rispetto delle regole. L’assessore regionale Federico Caner Bond ha evidenziato come l’accordo presenti opportunità e criticità, osservando che potrebbe favorire prodotti come vino, olio e formaggi e contribuire alla crescita economica, ma richiede particolare attenzione sui controlli relativi a comparti come carni e miele. Davide Lovat (Resistere Veneto) ha spiegato che la mozione puntava a salvaguardare il tessuto economico e produttivo locale, contestando quello che ha definito un approccio globalista. A sostegno del provvedimento sono intervenuti anche Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto – Futuro Nazionale), che ha denunciato il sacrificio dell’agricoltura a favore dei mercati internazionali, e Carlo Cunegato (AVS), secondo il quale l’allargamento dei mercati non ha sempre prodotto effetti positivi sull’economia. Flavio Baldan (M5S) ha infine sottolineato la complessità della materia, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento sugli impatti economici dell’accordo.
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