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MONFALCONE - II Circolo Esperanto chiede la verifica ambientale sulla Variante 69 per il Campus di via Grado

Aggiunto il: 13/06/2026
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Il Circolo libertario Caffè Esperanto di Monfalcone chiede all’amministrazione comunale di riesaminare la Variante 69 al Piano regolatore generale comunale, che prevede la trasformazione urbanistica di circa 35 mila metri quadrati di terreno attualmente classificato come agricolo in via Grado, destinati ad accogliere il futuro campus scolastico cittadino. Secondo il sodalizio, l’iter di approvazione della variante meriterebbe ulteriori approfondimenti dal punto di vista ambientale. In una nota, il Circolo evidenzia come la modifica urbanistica sia stata approvata senza Valutazione ambientale strategica (VAS), sulla base della considerazione secondo cui “in riferimento al valore ed alla vulnerabilità dell’area in esame non si riscontra la presenza di unità ambientali naturalistiche ed eco-sistemiche pregiate o vulnerabili”. Il Circolo Caffè Esperanto contesta questa valutazione sostenendo che lo stato attuale dell’area e la documentazione fotografica aerea mostrerebbero una situazione diversa. “Sia lo stato attuale dell’area che le foto aeree dimostrano il contrario: alcune particelle da almeno un decennio non sono più destinate all’attività agricola ma hanno subito una rinaturalizzazione totale (a bosco) o parziale (a prato stabile)”, si legge nel comunicato.

Secondo l’associazione, “la presenza di alberi ad alto fusto e di specie protette dalla normativa regionale e nazionale (ad es. Orchidacee) conferma l’alto valore ecologico di queste particelle”. Viene inoltre richiamata “la presenza storica di risorgive” nell’area interessata dal progetto. Per questi motivi il Circolo chiede all’amministrazione comunale ulteriori verifiche tecniche. “Chiediamo pertanto, richiamandoci al Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) e al principio di precauzione, che si proceda ad una verifica sul campo con dei sopralluoghi botanico-ecologici e che vengano redatte delle relazioni tecniche specialistiche”, affermano i rappresentanti dell’associazione. L’istanza si conclude con la richiesta che, qualora vengano accertati habitat di particolare interesse naturalistico, “la variante venga sottoposta a Valutazione ambientale strategica”.

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