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MONFALCONE - Zalukar: "Manca un nuovo piano antincendio boschivo, così è più difficile spegnere i roghi"

Aggiunto il: 18/06/2026
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“Il grande incendio che nell’estate del 2022 devastò i boschi del Carso mise in luce gravi lacune di coordinamento e di comunicazione tra gli enti deputati alla lotta antincendio boschivo, ma non si è tratto alcun insegnamento da tale rovinosa esperienza. Così nella malaugurata ipotesi che quest’estate si ripetano le condizioni che quattro anni fa hanno favorito i roghi, ci troveremmo verosimilmente nella stessa situazione. Beninteso, non mancano né le risorse, né le professionalità, ma sembra mancare una regia unica che coordini efficacemente le forze in campo. Il campanello d’allarme suona leggendo la segnalazione di Lucio Ulian, già Comandante della Stazione forestale di Trieste e autore di vari studi in tema di incendi forestali. Quindi è un esperto che scrive: “Nella realtà operativa, a intervenire non è una singola struttura, ma una rete di soggetti: Corpo forestale, Vigili del fuoco, Protezione civile, Volontari. Una rete ricca di competenze, ma anche complessa da coordinare, perché composta da organizzazioni diverse per cultura, linguaggi e modalità operative. Ed è qui che emerge un nodo cruciale: lavorare in rete non significa automaticamente funzionare come un sistema. Il rischio è quello di avere una somma di organizzazioni che operano in parallelo, invece di un insieme realmente integrato. In queste condizioni possono nascere Bisognerebbe far tesoro di queste parole affinché non si ripeta quant’è successo nell’estate del ’22, ma non risulta che ad oggi chi di dovere abbia fatto qualcosa di concreto per costruire il sistema auspicato. Del resto, la Regione non ha ancora adottato il nuovo il Piano antincendio boschivo, pur previsto dalla Legge regionale 17 del 2019. Cercando sul sito della Regione FVG il riferimento tecnico normativo per la lotta agli incendi boschivi troviamo il Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale risalente al 1998. Tale carenza espone il territorio a rischi gravissimi e anche qui c’è la pesante responsabilità di non aver saputo produrre in otto anni un Piano antincendio boschivo ai passi col tempo. In qualsiasi altro paese europeo ci sarebbero le dimissioni del responsabile politico.”

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