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Presidio in Piazza Unità d’Italia promosso da USB e USI. Tra le principali rivendicazioni carenza di personale, precarietà e contrarietà alle esternalizzazioni dei servizi educativi comunali.
Oltre 200 persone hanno partecipato questa mattina al presidio organizzato in Piazza Unità d’Italia in occasione dello sciopero dell’intera giornata lavorativa del personale dei Ricreatori comunali, proclamato dalle organizzazioni sindacali USB e USI. Alla manifestazione hanno preso parte educatori, coordinatrici pedagogiche, lavoratori precari, personale ausiliario e amministrativo, insieme a numerosi genitori e ad alcuni rappresentanti politici, per richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi educativi pubblici cittadini.
L’adesione allo sciopero ha avuto ripercussioni significative sull’attività delle strutture comunali: otto Ricreatori sono rimasti completamente chiusi, mentre altre cinque sedi hanno operato con servizi ridotti. La mobilitazione è stata organizzata in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo nido “Marinella” di Roiano, affidato in gestione a soggetti privati. Una scelta contestata dai promotori della protesta, che la considerano un segnale preoccupante rispetto al futuro dei servizi educativi comunali e al ruolo della gestione pubblica. Tra le principali criticità evidenziate dal personale figurano la mancata sostituzione dei lavoratori assenti, l’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle possibilità di fruizione delle ferie estive e la situazione dei lavoratori precari, per i quali vengono richiesti percorsi di stabilizzazione e un maggiore riconoscimento dell’esperienza maturata all’interno dei servizi comunali. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di incrementare gli investimenti destinati all’inclusione dei minori con disabilità e di rafforzare gli interventi di manutenzione e ammodernamento delle strutture. Nel corso del presidio è stata ribadita la contrarietà all’esternalizzazione dei servizi educativi, ritenuta dai manifestanti un precedente che potrebbe incidere sull’organizzazione futura del sistema educativo cittadino. «I servizi educativi non sono una spesa da tagliare, ma un patrimonio della comunità su cui investire», è il messaggio emerso dalla piazza, che ha rivolto all’amministrazione comunale la richiesta di garantire risorse adeguate, tutela occupazionale e una gestione pubblica capace di assicurare qualità, inclusione e continuità dei servizi rivolti ai minori e alle famiglie.
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