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Un giudizio fortemente critico sulla proposta di legge che reintroduce le Province, la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle scelte istituzionali e un richiamo alle principali sfide che attendono il territorio. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati dal segretario provinciale del Partito Democratico di Udine, Luca Braidotti, nel corso dell’assemblea del partito svoltasi lunedì sera. Tra i passaggi centrali della relazione, il netto dissenso nei confronti del disegno di legge regionale sulle Province. «Una legge sbagliata, inseguita dalla destra per otto anni e che arriva in aula senza contenuti e incapace di coinvolgere nella stesura i Comuni, che ne dovrebbero essere protagonisti. Questa è la riedizione delle passate Province chiuse per manifesta inutilità e oggi riaperte con meno funzioni di prima e senza nessuna garanzia sul personale», ha affermato Braidotti. Il segretario provinciale ha quindi annunciato l’organizzazione di un momento di confronto dedicato proprio al disegno di legge n. 86, promosso assieme al vicesindaco di Udine e responsabile Enti locali del Pd Fvg Alessandro Venanzi e al vicepresidente di Anci Gabriele Bressan. Nel corso dell’intervento è stata ribadita la volontà di «mettere i Comuni al centro» delle politiche territoriali e la necessità di invertire «la tendenza accentratrice degli ultimi anni», richiamando anche il dibattito sul nuovo Piano regionale per la gestione del territorio. Braidotti ha inoltre evidenziato le criticità legate alle infrastrutture e ai trasporti, denunciando «lo stato precario delle infrastrutture e dei servizi di trasporto delle persone, evidenziato dalla rinascita dei comitati», mentre sul tema della sicurezza ha auspicato l’avvio di un confronto programmatico a livello nazionale, definendola un «bene comune». Guardando alle prossime scadenze elettorali, il segretario provinciale ha ringraziato Angelo Spagnol, Lino Not e Fabio Manzini, sottolineando che, nonostante la mancata elezione, «ci rendono orgogliosi», e ha illustrato il percorso che il partito intende seguire in vista delle elezioni amministrative del 2027, attraverso un «metodo partecipativo» finalizzato a costruire «candidature unitarie in tutti i Comuni che vanno a rinnovo». In quest’ottica, Braidotti ha riferito di aver «avviato una serie di interlocuzioni con tutti i partiti del centrosinistra da AVS ad Azione e Italia Viva». L’assemblea ha infine approvato il bilancio del partito, definito dallo stesso segretario come quello di un «partito in salute».
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