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BOLOGNA - Avviato il confronto sulla proposta di legge di Pd, Avs, Civici e M5s sul suicidio medicalmente assistito

Aggiunto il: 23/06/2026
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Il testo punta a disciplinare l’accesso alla procedura per i pazienti che rientrano nei requisiti individuati dalla Corte costituzionale. Posizioni contrapposte tra maggioranza e opposizione.

Ha preso il via in Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna l’esame della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito presentata dai gruppi di Avs, Partito Democratico, Civici e Movimento 5 Stelle. Il provvedimento si propone di regolamentare sul piano organizzativo e procedurale l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da patologie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, in attuazione delle indicazioni contenute nelle sentenze della Corte costituzionale. La proposta, illustrata nel corso della seduta della Commissione presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, porta come primo firmatario il consigliere Paolo Trande (Avs) ed è sottoscritta da esponenti di Pd, Civici e Movimento 5 Stelle. Secondo la relatrice di maggioranza Alice Parma (Pd), il testo rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto agli strumenti amministrativi già adottati dalla Regione. «Con questa legge vogliamo rendere concretamente esigibili i diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale, garantendo procedure uniformi, trasparenti e accessibili a tutti i cittadini emiliano-romagnoli», ha affermato Parma. La consigliera ha inoltre sottolineato come il provvedimento mantenga centrale il ruolo del Servizio sanitario regionale, prevedendo verifiche rigorose, valutazioni multidisciplinari, accesso alle cure palliative e la possibilità per il paziente di revocare la richiesta in qualsiasi momento. Di diverso avviso il relatore di minoranza Nicola Marcello (Fratelli d’Italia), che ha espresso una netta contrarietà alla proposta. «Siamo contrari a ogni deriva che porti all’eutanasia e riteniamo prioritario il rafforzamento delle cure palliative», ha dichiarato Marcello, definendo il progetto di legge «una fuga in avanti» su una materia particolarmente delicata e sostenendo che la disciplina dovrebbe essere affrontata a livello nazionale dal Parlamento. Nel suo intervento ha inoltre richiamato le parole pronunciate da Papa Leone XIV durante l’Angelus: «La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». Nel dettaglio, il testo recepisce i requisiti individuati dalla Consulta per la non punibilità dell’aiuto al suicidio: il richiedente deve essere affetto da una patologia irreversibile, essere sottoposto a trattamenti di sostegno vitale, soffrire in modo ritenuto intollerabile ed essere pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli. È inoltre previsto che il paziente abbia ricevuto informazioni complete sulle alternative terapeutiche disponibili, comprese le cure palliative. La proposta prevede l’istituzione, all’interno del Servizio sanitario regionale, di Commissioni di valutazione multidisciplinari (CoVam) organizzate su base territoriale. Le commissioni sarebbero composte da medici specialisti, palliativisti, anestesisti, psichiatri, psicologi, farmacisti, infermieri e medici legali, con la possibilità per il paziente di coinvolgere anche il proprio medico di fiducia. Alle CoVam spetterebbe il compito di verificare la sussistenza dei requisiti previsti e di definire le modalità operative della procedura, avvalendosi anche del parere non vincolante del Comitato Regionale per l’Etica Clinica. L’intero percorso sarebbe gratuito per il paziente. L’esame del progetto di legge proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori approfondimenti e il confronto tra le diverse forze politiche.

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