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Il segretario generale della Cisl FVG, Alberto Monticco: «Se tremano i grandi, trema tutta la regione».
La Cisl Friuli Venezia Giulia richiama l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando il comparto manifatturiero regionale, prendendo spunto dalla vertenza Electrolux per promuovere una riflessione più ampia sul futuro dell’industria del territorio. Lunedì 29 giugno, dalle 14.30, a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone, il sindacato organizzerà una tavola rotonda dedicata alle prospettive del settore, con la partecipazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, dell’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, del presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti, dell’esperto di relazioni industriali Maurizio Castro, del segretario nazionale della Cisl Giorgio Graziani e del segretario generale della Fim Cisl FVG Pasquale Stasio. Introducendo l’iniziativa, il segretario generale della Cisl FVG Alberto Monticco ha evidenziato le criticità che interessano il sistema produttivo regionale: «Il contesto che abbiamo di fronte è molto complesso, costellato da forti elementi critici, basti pensare alla congiuntura economica difficile, al pesante inverno demografico, alla fuga dei cervelli e alla carenza di manodopera». Secondo il sindacato, il 99% delle circa 86.300 imprese del Friuli Venezia Giulia conta meno di 50 dipendenti, ma il 40% degli oltre 527mila lavoratori regionali è occupato nell’1% delle aziende di medie e grandi dimensioni. «Questo – commenta Monticco – ci dice che oggi il destino delle piccole imprese e della subfornitura è strettamente legato alla salute dei grandi gruppi. Se tremano i grandi, trema tutta la regione. È su questo punto che dobbiamo andare ad incidere con scelte concrete tese a spezzare questa dipendenza strutturale, partendo con il dare gambe e velocità a quell’Agenda FVG Manifattura 2030, ovvero il piano strategico messo in pista dalla Regione, che punta su transizione digitale, crescita delle PMI, attrazione di talenti ed economia circolare. Possiamo farlo facendo leva su pilastri solidi: la nostra logistica, un ecosistema della ricerca d’eccellenza e un supporto finanziario mirato». La Cisl richiama inoltre i dati del proprio Osservatorio Industria aggiornati a marzo 2026, secondo cui oltre 7mila lavoratori risultano coinvolti da processi di crisi in 64 aziende monitorate, con 47 imprese metalmeccaniche interessate e la provincia di Pordenone che concentra il 39% delle situazioni di difficoltà. Tra i temi che saranno affrontati durante il confronto figurano anche i costi dell’energia e il dibattito sulle nuove tecnologie legate al nucleare.
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