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BOLOGNA - In Emilia-Romagna cresce l'inclusione lavorativa dei disabili ma oltre 37mila persone sono ancora in cerca di occupazione

Date Added: 29/06/2026
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Il presidente Michele de Pascale: “Il lavoro è motore del progetto di vita e dell’autonomia di ogni persona, dobbiamo andare oltre la logica assistenziale e investire su percorsi personalizzati e formazione mirata”

Sono circa 34mila le persone con disabilità occupate in Emilia-Romagna, mentre gli iscritti agli elenchi del collocamento mirato in età lavorativa superano quota 37.400. A fronte di questi numeri, i posti riservati per legge ancora vacanti nelle aziende sono poco meno di 9.800, pari a un posto disponibile ogni quattro iscritti. È il quadro illustrato dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Agenzia regionale per il lavoro in occasione della IV Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, in programma a Bologna il 29 e 30 giugno, con la partecipazione del presidente della Regione Michele de Pascale, del vicepresidente con delega alla Formazione professionale Vincenzo Colla e dell’assessore al Lavoro Giovanni Paglia, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle parti sociali e delle associazioni. “Per noi, qui in Emilia-Romagna, il lavoro non può e non deve essere semplicemente un impiego, ma il motore del progetto di vita e dell’autonomia di ogni persona”, ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale. “Per questo non possiamo accontentarci dei pur buoni risultati raggiunti in Emilia-Romagna, dove oltre il 77% dei posti riservati alle persone con disabilità è coperto. I dati ci dicono che la domanda di inclusione è destinata a crescere strutturalmente, a partire dalle scuole, e che oggi abbiamo ancora un posto vuoto ogni quattro iscritti al collocamento mirato. La nostra sfida è colmare questa forbice: superare le resistenze culturali del mondo economico, andare oltre la logica assistenziale e investire su percorsi personalizzati e formazione mirata. Vogliamo un territorio, una comunità, dove le competenze di ciascuno trovino uno spazio reale, costruendo un mercato del lavoro che sia lo specchio di una società matura e finalmente senza barriere”. Nel 2025 le imprese soggette all’obbligo di assunzione hanno superato quota 18mila, per un totale di circa 43.700 posti riservati. La copertura dei posti obbligatori è passata dal 69,8% del 2020 al 77,9% del 2025, mentre continua ad aumentare il numero dei nuovi iscritti al collocamento mirato. Tra gli strumenti che hanno registrato la maggiore crescita figurano le convenzioni con le cooperative sociali previste dall’articolo 22 della legge regionale 17/2005, aumentate di oltre il 350% dal 2013, con l’82,6% degli inserimenti riferito a persone con disabilità psichica o intellettiva. Cresce però anche il ricorso agli esoneri dall’obbligo di assunzione, con un incremento del 116,4% delle imprese esonerate e del 121,7% dei posti esonerati. “I dati dimostrano che il sistema territoriale risponde bene, ma mettono in luce anche alcune contraddizioni su cui dobbiamo intervenire con urgenza”, hanno sottolineato il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia. “Da un lato registriamo il successo delle convenzioni con le cooperative sociali, cresciute del 350%, che si rivelano uno strumento importante per dare dignità e occupazione alle persone con disabilità psichica o intellettiva, intercettando le situazioni più complesse. Dall’altro, assistiamo a un ricorso troppo frequente agli esoneri da parte delle imprese: vanno individuate giuste modalità di accompagnamento condivise con il sistema imprese e le loro rappresentanze per abbassare la modalità di contributo alternativo all’inserimento. Garantire il diritto a una buona occupazione, stabile e di qualità, significa affiancare le aziende e personalizzare gli inserimenti, affinché la disabilità non sia vista come un obbligo di legge da assolvere, ma come una risorsa di valore per l’intera comunità”. La Regione ha inoltre evidenziato un progressivo miglioramento della qualità degli inserimenti lavorativi, con una crescita dei contratti a tempo indeterminato pur restando prevalenti quelli a tempo determinato, e ha richiamato l’attenzione sull’aumento degli alunni con disabilità nelle scuole statali, passati dal 3,6% al 4,4% in cinque anni, dato che lascia prevedere un’ulteriore crescita della domanda di inclusione lavorativa nei prossimi anni.

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