MORARO - Bernardis: «La petizione sulla scuola merita ascolto, servono risposte concrete e non polemiche>


GORIZIA - Ultimo incontro del Patto per l'Autonomia sul futuro delle autonomie locali

Il consigliere dem interviene sul disegno di legge 86: «Si poteva aprire un confronto sui territori, anche valutando una Provincia a capoluogo duale Gorizia-Monfalcone».
Il consigliere del Partito Democratico Diego Moretti interviene sul disegno di legge 86 relativo al riordino delle Province, sostenendo che la riforma avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per ridefinire anche i confini degli enti provinciali. «Il disegno di legge 86 doveva essere l’occasione per ridisegnare i confini delle Province: è illusorio pensare che ci sarà un’altra possibilità», afferma Moretti in una nota diffusa a margine del suo intervento sull’articolo 18 del provvedimento, che prevede l’istituzione delle Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Secondo il capogruppo dem, «Il tema dei confini provinciali è sul tavolo da anni e questa riforma rappresentava il momento giusto per affrontarlo con coraggio, coinvolgendo i territori e le comunità interessate. Si poteva cogliere l’occasione per ripensare le Province come enti nuovi, con assetti più coerenti rispetto alla realtà economica, sociale e territoriale di oggi». Moretti richiama in particolare la situazione dell’Isontino: «Basti pensare all’Isontino, dove si sarebbe potuta valutare la costituzione di una Provincia a capoluogo duale Gorizia-Monfalcone, dando vita a una nuova identità territoriale, come avvenuto in altre esperienze italiane, ad esempio con Pesaro e Urbino». Infine, il consigliere regionale conclude evidenziando come la mancata revisione dei confini rappresenti un’opportunità mancata: «Illudersi di poter rimettere mano ai confini in un prossimo futuro significa rinviare una scelta che, con ogni probabilità, non verrà più affrontata. La scelta di non aprire questa discussione, pur difficile e complessa per tutti gli schieramenti è un’occasione persa per costruire un riordino istituzionale più moderno e maggiormente rispondente alle esigenze delle comunità locali».
Potrebbe piacerti anche...
Non ci sono media correlati