TRIESTE - Ozono oltre i limiti per tutta la settimana


MONFALCONE - La pavimentazione di piazza della Repubblica cede in altri due punti.

Presentato il rapporto di Irpet e Osservatorio regionale dei Contratti Pubblici. L’assessore Alberto Lenzi: «Dopo due anni di flessione siamo di fronte ad una ripresa importante».
Il mercato degli appalti pubblici in Toscana torna a crescere e nel 2025 raggiunge un valore complessivo di 10,5 miliardi di euro, superando anche il picco registrato nel 2022 durante la fase di maggiore intensità del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È quanto emerge dal nuovo rapporto realizzato da Irpet e dall’Osservatorio regionale dei Contratti Pubblici della Toscana, presentato a Palazzo Strozzi Sacrati nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche l’assessore regionale ai Contratti pubblici Alberto Lenzi. Lo studio, basato sui dati della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici dell’ANAC, analizza le procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore a 40 mila euro avviate nel corso del 2025, anno caratterizzato dall’entrata a regime del nuovo Codice dei contratti pubblici, dalla completa digitalizzazione del ciclo degli appalti e dalla fase conclusiva degli investimenti legati al PNRR. Secondo il rapporto, il valore complessivo delle commesse pubbliche è cresciuto dell’11%, con incrementi diffusi in tutti i comparti: servizi (+29%), lavori (+8%, pari a 2,5 miliardi di euro) e forniture, trainate soprattutto dalle procedure per l’acquisto dei farmaci. Il documento evidenzia inoltre come il PNRR abbia rappresentato un impulso significativo, senza tuttavia sostituire l’attività ordinaria delle amministrazioni, in particolare dei Comuni, che continuano a mantenere un ruolo centrale nella domanda di lavori pubblici. «Dopo due anni di flessione siamo di fronte ad una una ripresa importante, che ha una grossa ricaduta sulle imprese toscane e dunque sui territori se guardiamo ai dati sull’assegnazione dei lavori. Speriamo di continuare su questo trend, ma è chiaro che la grande sfida arriva oggi per il domani, perché è finito il Pnrr e da quello che ci pare di capire lo Stato non ha per ora messo in campo programmi di investimenti particolare, per cui dovremo ottimizzare le risorse che verranno assegnate», ha dichiarato l’assessore Alberto Lenzi, sottolineando anche «la capacità delle amministrazioni toscane di far fronte anche alle novità introdotte dal nuovo Codice degli appalti e dall’obbligo di digitalizzazione dell’intero ciclo di affidamento». Il rapporto mette inoltre in evidenza come il mercato degli appalti resti aperto alla concorrenza, pur mantenendo una forte presenza delle imprese toscane, che si aggiudicano circa il 70% delle procedure per numero e il 40% del valore dei lavori pubblici. Le microimprese continuano a rappresentare una componente rilevante, ottenendo circa il 60% degli affidamenti per numero, mentre non si registra un incremento significativo del ricorso al subappalto nonostante le recenti modifiche normative. Tra gli altri elementi evidenziati figurano gli effetti positivi della digitalizzazione, che ha favorito una maggiore partecipazione delle imprese e ribassi più consistenti nelle gare, e la buona performance della Toscana sul fronte della qualificazione delle stazioni appaltanti, con un’incidenza superiore alla media nazionale.
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