UDINE - Moretuzzo: «Serve ripensare il modello di area vasta, bocciate tutte le proposte senza confronto>


TRIESTE - Ozono oltre i limiti per tutta la settimana

Il partito illustra il lavoro svolto nell’ultimo anno sul territorio triestino, tra questionari ai cittadini, confronto con operatori e analisi della normativa. Tra le priorità anche una maggiore tutela per i malati di Alzheimer. Azione ha presentato i risultati di un anno di lavoro dedicato all’assistenza agli anziani e alle criticità delle case di riposo nella provincia di Trieste, un percorso avviato nella primavera del 2025 attraverso questionari rivolti ai cittadini, incontri con gestori delle strutture, operatori del settore e dell’Azienda sanitaria, oltre all’analisi della normativa e dei dati disponibili. L’iniziativa, spiegano i promotori, è nata dalla segnalazione della cittadina Loredana Sardi, che ha sollecitato un approfondimento sulle difficoltà vissute dagli anziani e dai loro familiari nell’accesso alle strutture residenziali. Secondo i dati illustrati, a Trieste sono oltre 300 le persone in lista d’attesa per un posto letto, con tempi medi di attesa di 77 giorni. Dai questionari emerge inoltre che il 70% dei partecipanti ritiene inadeguato il numero di operatori presenti nelle strutture, mentre il 20% giudica insufficiente l’igiene e il 35% la qualità dell’alimentazione. Lo studio evidenzia anche una forte frammentazione dell’offerta sul territorio: nella provincia di Trieste operano 70 strutture, pari al 42% del totale regionale, ma con una media di circa 40 posti letto ciascuna, dimensione che, secondo Azione, limita i servizi erogabili rispetto alle strutture di maggiori dimensioni. Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione dei malati di Alzheimer e di altre patologie neurodegenerative. Secondo il documento, l’attuale quadro normativo costringerebbe spesso le famiglie ad avviare contenziosi giudiziari per ottenere il riconoscimento della copertura dei costi da parte del sistema sanitario, con la conseguenza che molte strutture eviterebbero di accogliere questi pazienti. Tra le proposte avanzate figurano il miglioramento degli ambienti delle case di riposo, con particolare attenzione alla climatizzazione, l’incentivazione di residenze più strutturate, l’intensificazione dei controlli da parte dell’Azienda sanitaria, dei NAS e dell’Ispettorato del lavoro, oltre all’istituzione di un Garante provinciale dei diritti dell’anziano. Per quanto riguarda l’invecchiamento attivo, Azione propone di sostenere maggiormente la domiciliarità innovativa e i progetti di cohousing, considerati strumenti efficaci per garantire qualità della vita e sostenibilità economica. «Il tema della gestione dell’invecchiamento riguarda tutti noi. In una città in cui già oggi il 28% della popolazione è over 65 anni, riteniamo fondamentale che la politica affronti questo tema con serietà, proponendo soluzioni sostenibili sia economicamente che dal punto di vista umano», affermano Daniela Rossetti, segretaria provinciale di Azione Trieste, Gaetano De Caro, responsabile Politiche sociali di Azione Friuli Venezia Giulia, e Loredana Sardi, infermiera di ASUGI.
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