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Si è concluso a Gorizia il ciclo di incontri pubblici dedicati al ripristino delle Province promosso dal Patto per l’Autonomia, dopo le tappe di Udine, San Vito al Tagliamento, Trieste e Tolmezzo. L’ultimo appuntamento, ospitato all’ArciGong, ha rappresentato l’occasione per ribadire la contrarietà del movimento alla riforma approvata dal Consiglio regionale, giudicata “priva di una strategia” e incapace di rispondere alle esigenze dei territori. Lo ha affermato il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG in Consiglio regionale e segretario del movimento, Massimo Moretuzzo, secondo cui il nuovo assetto istituzionale non rafforza l’autonomia locale né valorizza le peculiarità delle diverse aree della regione. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, la consigliera comunale di Gorizia Eleonora Sartori, il consigliere comunale di Nova Gorica Gabrijel Fišer, il giornalista e scrittore Andrea Bellavite, oltre ai componenti dell’assemblea del GECT nominati dal Comune di Gorizia Chiara Ascari e Nevio Costanzo, che hanno richiamato il valore della cooperazione transfrontaliera maturata anche attraverso l’esperienza di GO! 2025 – Capitale europea della Cultura. Secondo il Patto per l’Autonomia, la riforma avrebbe dovuto attribuire alla futura Provincia di Gorizia competenze specifiche legate alla dimensione europea e ai rapporti con il GECT, proposta che il movimento riferisce essere stata respinta durante l’esame del disegno di legge. Moretuzzo ha inoltre criticato la scelta di reintrodurre Province elettive senza un contestuale ampliamento delle funzioni, sostenendo che le principali difficoltà degli enti locali riguardino oggi soprattutto i Comuni, alle prese con carenze di personale, difficoltà amministrative e risorse non utilizzate. Il capogruppo autonomista ha infine ricordato che, a suo giudizio, sulla riforma permangono profili di possibile incostituzionalità già evidenziati, secondo quanto riferito dal movimento, da alcuni esperti ascoltati durante l’iter preparatorio della legge.
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