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Un’audizione in Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio per fare chiarezza sulla chiusura del Presidio Ambulatoriale Territoriale (PAT) di Ceccano, operativo fino al 30 giugno scorso. A chiederla è la consigliera regionale del Lazio Sara Battisti, che ha rivolto una richiesta alla presidente della VII Commissione Sanità, Alessia Savo, sottolineando la necessità di garantire la continuità dei servizi sanitari per il territorio. «Ho chiesto alla presidente della VII Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, Alessia Savo, la convocazione di un’audizione sulla situazione del Presidio Ambulatoriale Territoriale di Ceccano, chiuso dal 1° luglio. È necessario fare piena chiarezza su una vicenda che rischia di lasciare senza un presidio sanitario fondamentale un bacino di oltre 50 mila cittadini. Una scelta incomprensibile, serve una risposta immediata», dichiara Battisti. La consigliera evidenzia come il PAT rappresentasse il principale presidio di sanità pubblica per la gestione dei codici bianchi e verdi e rileva che la sua chiusura sia avvenuta prima dell’entrata in funzione dell’Ospedale di Comunità previsto nell’ex Ala Mosconi. «Il PAT rappresentava l’unico presidio di sanità pubblica del territorio per la gestione dei codici bianchi e verdi. La sua chiusura è avvenuta senza che sia ancora operativo l’Ospedale di Comunità previsto presso l’ex Ala Mosconi, determinando un vuoto assistenziale che merita risposte immediate. Con l’audizione intendiamo conoscere le ragioni della chiusura, verificare lo stato di avanzamento dell’Ospedale di Comunità e capire quali misure la Regione intenda adottare per garantire la continuità dei servizi sanitari territoriali durante questa fase di transizione». Battisti ha inoltre chiesto che all’audizione vengano convocati il direttore generale della ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, i rappresentanti dell’Assessorato regionale alla Sanità, il sindaco di Ceccano Andrea Querqui e i sindaci del comprensorio. «I cittadini hanno diritto a un quadro chiaro della situazione e a certezze sul futuro dei servizi sanitari del territorio», conclude la consigliera regionale.
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