MUGGIA - Lavori di manutenzione straordinaria alla Casa di riposo comunale


TRIESTE - Controlli della polizia locale di Triestesugli autotrasporti: ecco il bilancio.

Sono 11.260 le assunzioni programmate dalle imprese del Friuli Venezia Giulia nel mese di luglio, con una flessione di 380 unità rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal bollettino Excelsior-Unioncamere, che monitora mensilmente e trimestralmente i fabbisogni occupazionali delle imprese dei settori manifatturiero, commercio, servizi e agricoltura. Per il trimestre luglio-settembre sono previste complessivamente 29.220 entrate, pari a 2.050 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati rappresentano le assunzioni programmate e non il saldo occupazionale, che andrebbe valutato considerando anche le uscite previste nello stesso arco temporale. Il settore trainante resta il terziario, che concentra 7.780 assunzioni, pari al 69,1% del totale. In particolare, sono previste 3.080 entrate nei servizi di alloggio, ristorazione e turismo, 2.170 nei servizi alle imprese, 1.440 nel commercio e 1.200 nei servizi alle persone. L’industria manifatturiera e le public utilities programmano 2.190 ingressi, le costruzioni 810, mentre il settore primario prevede 390 assunzioni. Tra i dati più significativi emerge il lieve recupero dell’industria, che nel complesso programma 2.990 assunzioni nel mese, con un incremento di 50 unità rispetto a luglio 2025. Un segnale che riguarda anche la manifattura, comparto reduce da una fase particolarmente complessa, pur restando negativo il confronto sul trimestre. I servizi prevedono invece 7.880 assunzioni nel mese e 19.850 nel trimestre, registrando una lieve contrazione rispetto al 2025. L’elaborazione del Centro Studi camerale evidenzia tuttavia come il calo non coinvolga turismo e commercio, che mantengono previsioni occupazionali in crescita, sostenute dalla stagione estiva e dall’avvio dei saldi. Resta elevata la difficoltà di reperimento del personale, che interessa il 53% delle figure ricercate, in aumento rispetto al mese precedente. Le criticità riguardano soprattutto le professioni più specializzate, con punte del 93,2% per gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni, del 73,9% per i tecnici in campo ingegneristico, del 70% per i tecnici della salute e dell’86,4% per i fabbri e costruttori di utensili. Più in generale, risultano difficili da reperire anche le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, i meccanici, gli addetti alla manutenzione e gli operai specializzati nell’edilizia. Le opportunità per i giovani restano significative: il 37% delle assunzioni programmate riguarda infatti candidati fino a 29 anni. Nell’82% dei casi i contratti saranno a tempo determinato, mentre il restante 18% sarà costituito da rapporti di lavoro stabili, tra tempo indeterminato e apprendistato. «Il dato dell’industria va letto con prudenza: è un mese, sono previsioni, non basta certo a parlare di inversione di tendenza — commenta il presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo —. Ma dopo molti mesi di segno negativo è un segnale di fiducia che vogliamo cogliere, anche perché non arriva solo dalle costruzioni ma pure dalla manifattura, cioè dal comparto che sta attraversando il momento più complesso, tra uno scenario geopolitico internazionale che continua a generare incertezza e a far lievitare costi di energia e logistica, e trasformazioni tecnologiche profonde. Positivo anche il quadro di turismo e commercio, che non partecipano al calo dei servizi: la stagione estiva nel vivo e i saldi in avvio si riflettono in previsioni occupazionali fiduciose da parte degli imprenditori. Strutturale resta la difficoltà di reperimento, che tocca ormai più di un profilo su due e colpisce proprio le figure più specializzate: tecnici, manutentori, professioni sanitarie, operai qualificati dell’edilizia. La risposta più concreta continua a essere la formazione tecnica superiore: gli Its Academy preparano giovani immediatamente richiesti dalle imprese per le loro specializzazioni, e su questo fronte il nostro impegno non verrà meno. Sotto tutto questo c’è la sfida dell’intelligenza artificiale, che nella manifattura incide particolarmente, già oggi, in modo rilevante e alimenta parte dell’incertezza che le imprese vivono. Non va subita né temuta: va studiata, gestita e utilizzata come leva di competitività, ricordandosi sempre di mettere al centro le persone. Le tecnologie devono valorizzare il lavoro e le competenze, non sostituirle».
Sottolinea il valore strategico dell’analisi del mercato del lavoro anche il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti. «Analizzare il mercato del lavoro continua ad essere la giusta via per comprendere quali siano i correttivi più opportuni sui quali puntare. Nella nostra regione le norme a sostegno dell’innovazione, del talento e dell’occupazione sono un utile strumento che si affianca ad altre azioni nazionali che stiamo censendo proprio per poter offrire ai giovani un panorama completo delle varie opportunità esistenti in ambito nazionale da poter affiancare alle azioni regionali. La formazione è decisamente la chiave di volta per dare risposte concrete alla richiesta occupazionale, ma è altrettanto determinante per le scelte di un giovane capire dove iniziare a mettere radici senza rinunciare a vivere il suo tempo per i troppi costi da affrontare. Vi è poi la necessità di una sempre maggiore flessibilità degli orari di lavoro perché per le nuove generazioni la qualità della vita è al primo posto nella definizione del proprio percorso lavorativo».
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