TRIESTE - Firmato il Contratto 2025-2027 per il comparto sicurezza


TRIESTE - Bordin: "La solidità del Friuli Venezia Giulia è frutto della forza del sistema regionale"

La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) ha sottoscritto con Sisac e Regioni l’accordo che disciplina l’operatività delle Case di Comunità previste dal PNRR, definendo la firma come una scelta volta a rafforzare il Servizio sanitario nazionale e la medicina territoriale. Secondo la federazione, l’intesa rappresenta una risposta alla crisi del sistema sanitario, caratterizzata da liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà dei pronto soccorso, evitando che le nuove strutture previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza restino prive del personale necessario al loro funzionamento. Il nuovo accordo prevede che i medici di medicina generale garantiscano fino a sei ore settimanali di attività all’interno delle Case di Comunità, mantenendo però il proprio status di liberi professionisti convenzionati e introducendo una clausola di salvaguardia a tutela degli studi medici tradizionali. “Nessuna subordinazione alla burocrazia aziendale, ma un’integrazione strutturata che porta l’esperienza del medico di fiducia laddove si pianifica la sanità del futuro. Tale scelta rappresenta un argine alla crisi e alle disuguaglianze”, sostiene Dino Trento, segretario della FIMMG Trieste. Sulla stessa linea i rappresentanti sindacali Paolo Pagliaro e Tiziana Cimolino, secondo i quali “Curare i nostri pazienti oggi significa anche salvare il sistema che permette di farlo gratuitamente”. I rappresentanti FIMMG Daniela Nadalut ed Enrico Marchitiello evidenziano inoltre che “le ASL dovranno impiegare prioritariamente il personale già assegnato ad attività orarie, attingendo ai medici di famiglia del territorio solo per le necessità residue”. Un principio che, secondo Camilla Surace e Tiziano Catanzaro, consentirà di preservare la rete degli studi medici sul territorio: “il presidio capillare dei singoli studi – il vero cuore della medicina di prossimità – non verrà smantellato, ma potenziato”. Per la federazione la firma dell’accordo rappresenta inoltre il punto di partenza del confronto per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale 2025-2027, con l’obiettivo di ottenere maggiori risorse, una riduzione degli adempimenti burocratici e più tempo da dedicare all’assistenza dei pazienti.
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