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MACERATA - Al via il Macerata Opera Festival 2026: dodici appuntamenti allo Sferisterio tra Verdi, Rossini e i Carmina Burana

Aggiunto il: 18/07/2026
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Si apre il 17 luglio la 62ª edizione del Macerata Opera Festival, in programma allo Sferisterio fino al 9 agosto con dodici appuntamenti dedicati all’opera e alla musica sinfonico-corale. Il cartellone propone tre grandi titoli del repertorio – Nabucco di Giuseppe Verdi, Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e Il Trovatore di Verdi – ai quali si aggiunge il concerto dei Carmina Burana di Carl Orff, in una stagione che punta a coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e promozione internazionale. Ad aprire il festival sarà la nuova produzione di Nabucco, in scena il 17, 26 luglio, 1° e 9 agosto, con la direzione di Fabrizio Maria Carminati e la regia del belga Paul-Émile Fourny, in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini. Nel ruolo del protagonista debutterà il baritono mongolo Ariunbaatar Ganbataar, affiancato dal soprano Anastasia Bartoli nel ruolo di Abigaille, da Alberto Comes (Zaccaria), Laura Verrecchia (Fenena) e Alessandro Scotto Di Luzio (Ismaele), accompagnati dalla FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana e dal Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”. Il programma proseguirà con Il Barbiere di Siviglia (18 e 24 luglio, 2 e 8 agosto), diretto da Jacopo Brusa e con la regia di Daniele Menghini, mentre Il Trovatore, affidato alla bacchetta di Dmitri Jurowski e alla regia di Francisco Negrin, sarà rappresentato il 19, 25 e 31 luglio. Il 7 agosto spazio invece ai Carmina Burana, diretti da Ramón Tebar. L’edizione 2026 si presenta con il sostegno di nuovi sponsor, tra cui Enel, Dongfeng e Laboratori Ernesi 1978, accanto ai partner storici e al progetto 100 Mecenati per lo Sferisterio, che registra un’ulteriore crescita. A questi si affianca un’intensa attività di promozione del territorio che prosegue durante tutto l’anno, insieme alle iniziative dedicate ai giovani e al coinvolgimento delle comunità locali. Illustrando la nuova produzione di Nabucco, il regista Paul-Émile Fourny ha spiegato: “La forza del Nabucco risiede nella sua decisa dichiarazione del confronto tra individui e tra nazioni. Personalmente, è questo che mi attrae dell’opera che presentiamo in questa nuova produzione. Una terra arida e deserta, l’aria, il vento e il mare. Questi sono gli elementi della creazione del mondo. E poi c’è la scrittura e tutte le lingue, che, per l’ignoranza di non possederle, creano l’impossibilità di comprendersi a vicenda e inducono i popoli a un’incomprensione che li spinge inevitabilmente verso il separatismo e il conflitto. È una storia come quella della Torre di Babele”. Il direttore Fabrizio Maria Carminati ha invece evidenziato la dimensione spirituale dell’opera: “Nabucco affronta in musica la domanda suprema dell’uomo, eternamente spinto da un’indomabile chiamata interiore a trovare conforto in un’entità superiore, sia come individuo singolo sia come gruppo sociale. (…) Perciò Nabucco è un’opera così sfidante (…) soprattutto perché ci pone di fronte al divino, all’eterna domanda dell’umanità tutta con la forza emotiva della musica, che trascende le barriere linguistiche e ci unisce attraverso i secoli a cospetto del più sublime mistero”.

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