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TRIESTE - Confronto in Camera di commercio Venezia Giulia sull'accordo Ue-Mercosur

focus su opportunitą e tutela del Made in Italy
Aggiunto il: 20/07/2026
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L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Mercosur è stato al centro del focus “Accordo Ue-Mercosur: opportunità e maggiori tutele contro l’Italian sounding?”, promosso dalla Camera di commercio Venezia Giulia per approfondire con imprese e professionisti le ricadute dell’intesa su export, tutela del Made in Italy e competitività delle aziende. Aprendo i lavori, il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha spiegato che “con questi obiettivi abbiamo intrapreso la via dei Focus perché considerati efficaci ed efficienti in termini di tempo e informazioni per le imprese”, ricordando inoltre che “le Camere di commercio tutelano il Made in Italy garantendo la sicurezza del mercato, verificando la corretta etichettatura e l’origine dei prodotti” e che la Camera di commercio Venezia Giulia “svolge un ruolo centrale di orientamento e supporto operativo per il deposito di marchi, brevetti, disegni e modelli nazionali”. In chiusura Paoletti ha ribadito: “Il Made in Italy e lo stile italiano sono un brand unico nel mondo che va tutelato. Come sarebbe inimmaginabile pensare a una bottiglia di Champagne con la bandiera francese prodotta in Italia, allo stesso modo risulta inaccettabile poter pensare a un prodotto agroalimentare italiano tutelato realizzato in un altro Paese magari apponendo sulla confezione la bandiera italiana”. All’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, secondo il quale “l’accordo con i Paesi del Mercosur, un mercato che conta oltre 280 milioni di consumatori, può e deve essere un’opportunità per le imprese della nostra Regione, il cui PIL dipende al 48,5% dall’export”, sottolineando però che “è fondamentale informare le imprese su potenzialità e rischi”. Bini ha aggiunto che “l’accordo va nella direzione di liberare le energie di chi produce, eliminando barriere e liberalizzando il mercato”, pur riconoscendo come “siano legittime le preoccupazioni che giungono dal mondo agroalimentare, che teme una concorrenza impari”. Roberto Corciulo, presidente di IC&Partners Spa, ha evidenziato che il tema non riguarda soltanto la riduzione dei dazi, ma la capacità delle imprese di comprendere regole, origine dei prodotti e strategie di accesso ai mercati del Mercosur. Agostino Giannino, responsabile per il Friuli Venezia Giulia dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), ha ricordato che “la tutela di questo chiamiamolo marchio appartenente a tutta la nazione è necessaria in tutte le sue componenti” e che l’Icqrf rappresenta oggi il punto di riferimento del Ministero per garantire controlli rigorosi. Per Paolo Garzotti, della Commissione europea – Dg Trade, uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda la protezione delle indicazioni geografiche: “Nomi come il prosciutto di San Daniele non potranno più essere utilizzati dai produttori locali per produrre i prodotti e venderli con questo nome, ma potranno essere utilizzati solo dagli esportatori italiani del Friuli Venezia Giulia”, mentre l’abbattimento dei dazi renderà i prodotti europei più competitivi anche sotto il profilo dei prezzi. Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto, ha osservato che l’accordo presenta “più opportunità che minacce”, pur evidenziando che i benefici si manifesteranno in modo graduale. Sul fronte dei controlli, il colonnello t. SPEF. Michele Vidoni, comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste, ha ricordato che “la Guardia di Finanza svolge un ruolo centrale per quanto attiene il contrasto alla contraffazione e alle frodi della proprietà industriale”, mentre il tenente colonnello Giovanni De Nuzzo, comandante del Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Parma, ha sottolineato che “difendere il brand agroalimentare italiano significa tutelare un bene pubblico costituzionale e un’infrastruttura critica da oltre 700 miliardi di euro”. Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, ha richiamato l’attenzione sulle interazioni tra l’accordo Ue-Mercosur e il Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), ricordando che i produttori sudamericani dovranno rispettare gli stessi standard previsti per quelli europei. Michele Esposito, responsabile di Ansa Bruxelles, ha definito l’intesa “l’apice della strategia commerciale messa in campo dalla Commissione europea”, destinata ad avere effetti anche sul piano geopolitico, mentre Franco Letrari, direttore interregionale per Veneto e Friuli Venezia Giulia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha indicato nell’espansione verso il Sud America “una leva strategica per i prodotti di eccellenza del Friuli Venezia Giulia”, evidenziando il ruolo degli accordi doganali e della presenza di una numerosa comunità di origine italiana come fattori favorevoli allo sviluppo dell’export regionale.

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