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TRIESTE - Denunciati due presunti responsabili di furti di batterie esauste nei centri di raccolta

Aggiunto il: 23/07/2026
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La Polizia Locale di Trieste, attraverso il Nucleo di Polizia Ambientale e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha concluso un’indagine che ha portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di due persone ritenute, allo stato delle indagini, responsabili di una serie di furti di batterie esauste in diversi centri di raccolta del Friuli Venezia Giulia. L’attività investigativa è partita dalla denuncia del gestore dei centri di raccolta cittadini, che aveva segnalato due episodi avvenuti nelle ore notturne, durante i quali ignoti avevano forzato i cancelli delle strutture, asportando quasi 200 batterie per autoveicoli, motocicli e altri mezzi. Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, dei transiti ai varchi cittadini e dei pagamenti autostradali, gli investigatori hanno individuato un veicolo commerciale della provincia di Udine. Su autorizzazione della sostituto procuratore dott.ssa Tinonin, sono quindi state avviate attività di osservazione, controllo e pedinamento che hanno consentito di identificare due sospetti e di individuare un immobile ritenuto un deposito clandestino destinato allo stoccaggio delle batterie prima della loro presunta immissione nel mercato illegale. Le successive perquisizioni hanno permesso di recuperare e sequestrare gran parte delle batterie sottratte, oltre ad alcuni dispositivi digitali di uno degli indagati. Dall’analisi forense di tali dispositivi sarebbe emerso una sorta di calendario delle trasferte effettuate nei centri di raccolta della regione, ritenute dagli investigatori finalizzate al furto delle batterie esauste. Nei confronti di uno dei due indagati sarebbero inoltre stati raccolti elementi relativi al danneggiamento e alla forzatura dei cancelli di accesso ai centri di raccolta. Secondo la Polizia Locale, l’operazione ha consentito di interrompere una presunta attività illecita e di impedire la possibile commercializzazione sul mercato nero di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi. Le batterie al piombo e al litio, infatti, sono soggette a una specifica disciplina per lo smaltimento, poiché possono rappresentare un rischio per l’ambiente e la salute pubblica attraverso la dispersione di sostanze inquinanti o, nel caso di quelle al litio, per il pericolo di incendi ed esplosioni. La Polizia Locale precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in applicazione del principio di presunzione d’innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’eventuale accertamento definitivo della responsabilità.

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