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MONFALCONE - Francovig: «Utili Fincantieri triplicati, ma la città paga un prezzo pesante»

Aggiunto il: 03/08/2026
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I risultati del primo semestre 2026 di Fincantieri, con la crescita della redditività e gli utili triplicati, diventano occasione per una riflessione critica di Luigino Francovig sulle ricadute dell’attività del gruppo sui lavoratori e sulla città di Monfalcone. «A una prima lettura degli articoli di stampa tutto parla positivo, di futuro, tutto molto bene. Penso che tutto questo luccichio abbaglia», afferma Francovig, che riconosce come i risultati dell’azienda siano «il frutto di una strategia lungimirante che va riconosciuta ai dirigenti chiamati a guidare», ma lamenta al tempo stesso che risultino «oscurati, non citati, non considerati tutti i lavoratori», che considera centrali nella continuità aziendale. Francovig pone quindi l’accento sul rapporto tra crescita degli utili, condizioni dei lavoratori e costi sostenuti dal territorio: «Utili triplicati mantenendo stipendi bassi, scaricando sul territorio diversi costi conseguenti alla produzione come: trasporti, inquinamento, la sanità, la casa, formazione e integrazione». Secondo Francovig, questi elementi certificherebbero «il divario tra la qualità del prodotto, gli utili e lo stato dei lavoratori e della città sempre più povera», mettendo inoltre «a nudo i grandi limiti della politica locale». Nel suo intervento richiama quindi «il mancato ufficio tecnico per 670 giovani presso l’ex albergo operai e i 2700 posti spogliatoi», chiedendosi se rappresentino «il prezzo pesante, con tutto il resto, che la città sta pagando». Francovig torna inoltre sul tema dell’amianto e delle responsabilità riconosciute in passato, sostenendo la necessità di andare oltre il semplice rispetto delle prescrizioni: «Va preteso che vengano utilizzati solo materiali sicuri per la salute, e venga rilasciato un certificato per la prevenzione della salute dei lavoratori». Da qui l’appello conclusivo a «ripartire dalla coscienza della città, dalle culture nate dalle storie, fatte di valori, lotte, sconfitte, programmi e progetti», costruendo una visione comune capace di aggregare soggetti diversi attorno a un obiettivo condiviso. «Rialzarsi se non ora quando», conclude Francovig.

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