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Il consigliere comunale Alfonso Rosanova interviene sulla riduzione della Tari ad Arce, contestando la ricostruzione dell’Amministrazione e chiedendo chiarimenti sulla gestione del servizio negli ultimi cinque anni. «La riduzione della Tari da parte dell’Amministrazione come il gioco delle tre carte. Presentata come un grande successo appare in realtà un’iniziativa di illusionismo in cui a rimetterci sono sempre i cittadini di Arce perché leggendo gli atti emergerebbe una realtà dei fatti ben diversa», afferma Rosanova. Il consigliere sostiene che la determina preveda «una riduzione contrattuale di 399.133 euro quando la legge consente una riduzione fino a 1.095.000 euro» e domanda «perché non si è andati oltre» e «perché la riduzione del PEF è solo del 16%». Rosanova solleva inoltre una serie di questioni relative al contratto con la ditta appaltatrice, sostenendo che, nonostante il costo del conferimento in discarica fosse previsto interamente a carico dell’appaltatore, «dal 2021 al 2025, il Comune ha pagato circa 300.000 euro di spese». Il consigliere richiama poi servizi e forniture che, secondo quanto afferma, sarebbero stati previsti dal contratto ma mai erogati o consegnati in cinque anni, tra cui «isole ecologiche, cassonetti intelligenti, spazzatrici da 5.000 litri, campagne di comunicazione, compostiere e sacchi», oltre all’utilizzo da parte della ditta di una struttura comunale senza pagamento di un canone di affitto e alla spesa di circa 50mila euro sostenuta dal Comune per bonificare un’area utilizzata dall’appaltatore. «A nostro avviso, i cittadini rischiano di aver sostenuto un costo complessivo non dovuto di circa 2 milioni di euro e, dunque, all’atto pratico apparirebbe senza senso parlare di risparmio e riduzione della Tari grazie a una gestione virtuosa che virtuosa non è», prosegue Rosanova. Secondo il consigliere, la riduzione di circa 180mila euro deriverebbe dall’applicazione del cosiddetto «quinto d’obbligo», attraverso la riduzione di alcune prestazioni previste dal contratto. «Il quinto d’obbligo serve a modificare un contratto per il futuro, non a giustificare ciò che è accaduto negli anni passati. Se oggi si afferma che alcuni servizi non venivano svolti e, per questo motivo, si riduce il pagamento alla ditta, dov’era l’Amministrazione negli ultimi cinque anni? Perché quei servizi sono stati pagati fino ad oggi? Sono stati recuperati tutti gli importi dovuti? E’ una questione che merita risposte chiare e documentate». Rosanova conclude: «La riduzione della TARI è una buona notizia per tutti ma non appare proporzionata ai disservizi patiti e a quanto pagato in questi 5 anni: per questo motivo, non può trasformarsi in uno slogan elettorale».
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