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FUMOME - Distretto sociale, Campoli: <

Aggiunto il: 05/08/2026
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Il sindaco di Fumone, Matteo Campoli, interviene sul percorso di trasformazione del Distretto sociale in Consorzio, spiegando di aver chiesto il rinvio dell’approvazione della bozza di Statuto nel corso del tavolo istituzionale dedicato. «Oggi ho partecipato al tavolo istituzionale del Distretto Sociale per l’approvazione della bozza di Statuto che avvia ufficialmente il percorso di trasformazione del Distretto in Consorzio. Si tratta di un passaggio importante, che condivido negli obiettivi, ma che ritengo debba essere il risultato di un percorso realmente partecipato e condiviso. Per questo ho chiesto il rinvio del punto all’ordine del giorno, non per ostruzionismo politico, ma per aprire un tavolo tecnico-istituzionale che consentisse di approfondire alcuni aspetti fondamentali prima dell’approvazione definitiva dello Statuto», afferma Campoli. Il primo cittadino indica tre questioni da approfondire: «Era necessario chiarire tre questioni: chi assumerà le decisioni sul futuro dei servizi sociali e secondo quali regole; quali saranno i costi reali del nuovo Consorzio, considerando che il contributo dei Comuni potrebbe passare dagli attuali due euro fino a sette-otto euro per abitante; e quali effetti concreti ci saranno sui servizi ai cittadini, con particolare attenzione ai Comuni più piccoli, che non devono essere penalizzati». Campoli sottolinea quindi che la richiesta di rinvio è stata respinta e che lo Statuto è stato approvato: «Mi sorprende che una proposta improntata al dialogo sia stata messa ai voti, quando il buon senso avrebbe suggerito un confronto preventivo. Ringrazio i Comuni di Boville Ernica, Ceccano, Ferentino, Giuliano di Roma, Morolo e Supino che hanno condiviso questa posizione». Infine, il sindaco annuncia la propria disponibilità a partecipare al tavolo di lavoro previsto per apportare eventuali modifiche al testo: «Ora si annuncia un tavolo per modificare lo Statuto. Sarebbe stato più logico farlo prima dell’approvazione e non dopo. Si è scelto invece il braccio di ferro, ed è paradossale che uno strumento nato per tutelare i più deboli prenda forma con un atto di forza. Parteciperò comunque al tavolo di lavoro con spirito costruttivo per migliorare lo Statuto. Quando c’è da difendere i diritti dei cittadini non mi sono mai tirato indietro e non intendo farlo oggi».

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